La Societa’ della mente

Quando metà testa dice di vendere e l’altra metà di comprare. Il Rosso e il Nero, settimanale di strategia di Alessandro Fugnoli, Kairos

Noi pensiamo di avere un Io, un Sé, una personalità insomma, un’identità. Poi pensiamo che gli stati e i popoli abbiano caratteri specifici, destini e missioni storiche. Di un’entità intermedia come un condominio, al contrario, non immaginiamo nessuna personalità, destino o missione. Un palazzo non va in analisi per capire chi è e una riunione di condominio non è lo Spirito che si fa Stato, ma una disordinata sequenza di litigi, sfoghi, recriminazioni, insulti, rinvii di decisioni o negoziati che hanno come protagonisti i singoli condòmini. L’amministratore cerca di orientare e ordinare la discussione come può, ma non è lui a decidere. A contare sono gli umori dei singoli e la loro capacità di negoziare tra loro.

Marvin Minsky, uno dei padri delle scienze cognitive, non usa l’immagine dell’assemblea di condominio per descrivere la nostra mente, ma ci va abbastanza vicino. Il nostro cervello, dice, è frutto di stratificazioni successive susseguitesi disordinatamente nel corso dell’evoluzione. Ci sono moltissime regioni, alcune con funzioni primarie come l’elaborazione dei dati sensoriali e altre che portano avanti le istanze degli istinti di base. Poi, siccome ci tocca stare in mezzo agli altri, ci sono regioni che si occupano dei rapporti con il prossimo, delle regole di convivenza, della morale, della filosofia e via salendo in astrazione.

Tutte queste regioni, dice Minsky, negoziano continuamente tra loro, si accendono e si spengono ogni frazione di secondo come in una riunione in cui ci si interrompe l’uno con l’altro. Ogni tanto alza la voce un istinto e ogni tanto prevale invece un principio morale o un calcolo di convenienza. Non c’è, attenzione, nessun regolatore o decisore di ultima istanza. Non c’è un Io. L’Io ce lo inventiamo perché non ci fa piacere pensarci come un’accozzaglia di impulsi e preferiamo crederci un insieme ordinato e armonioso. Il condominio tuttavia non è un soggetto, è solo il risultato delle discussioni e dei litigi tra il rag. Istinto del piano terra, la dottoressa Coerenza del terzo e il prof. Dovere dell’attico.

Negli ultimi tempi, nelle riunioni del condominio, si è osservata una crescente tensione sull’uso della liquidità del conto corrente intestato al palazzo. È un tesoretto formatosi parecchi anni fa, quando i fondi accantonati per rifare il tetto non furono più spesi perché si è scoprì che il tetto vecchio teneva benissimo.

L’amministratore, nel 2009, investì metà del conto in azioni. Da allora, soddisfatti, i condòmini non hanno mai discusso molto la questione, dedicandole al massimo qualche momento nelle varie di fine riunione. C’è sempre stato qualcuno che diceva di aumentare un po’ le azioni e altri che avrebbero preferito prendere un po’ di profitto, ma alla maggioranza andava bene lasciare le cose come stavano. Le infiltrazioni d’acqua nei box e i ragazzi del quinto piano che lasciano sempre aperto il portone, anche di notte, hanno fatto discutere molto di più.

Un paio di riunioni fa, però, la signora Paura del piano terra ha presentato una mozione in cui si chiedeva di vendere tutte le azioni. Guarda guarda, ha replicato subito il geom. Avido dell’appartamento confinante, io ne ho in tasca una in cui propongo di raddoppiarle e andare al cento per cento, mi ha preceduta di un soffio. Ne è nata una discussione vivacissima che ha convolto tutti i condòmini e che continua ora tutti i giorni davanti alla portineria e in ascensore.

Il bello è che i due, la Paura e l’Avido, sono parenti. Hanno, pare, un bisnonno in comune, il sig. Sopravvivenza, che abitava due civici più avanti. I due rami della famiglia hanno seguito percorsi diversi. I Paura pensano che spesso, per sopravvivere, sia meglio rinunciare a cacciare un animale e tenersi la fame piuttosto che rischiare di essere divorati dall’animale medesimo. Gli Avido, al contrario, ritengono che per sopravvivere sia meglio mangiare tutti gli animali che ci sono in giro anche se non si ha fame, perché è sempre possibile che fra un po’ non ce ne siano più per chissà quanto tempo.

Dai verbali risulta che la signora Paura fa regolarmente notare i sette anni consecutivi di rialzo, le borse triplicate, il Qe americano che non c’è più, il pendolo dei tassi che a giugno inizierà a cambiare direzione, il rapporto tra capitalizzazione di borsa e Pil ai massimi storici. Dice che la cassiera della superette dell’angolo le ha confidato che vuole licenziarsi e andare a lavorare da WalMart, che ha appena aumentato la retribuzione minima, portandola a 9 dollari l’ora. Sono sempre stati tiratissimi, quelli di WalMart, attenti al centesimo, ma ora hanno paura di perdere personale e si adeguano, rinunciando a una quota di margine. È vero, nota il condòmino Attento, che fa l’assicuratore. È così anche nel mio settore. Aetna ha aumentato le retribuzioni a tutti, non ne può più di stare dietro al turnover. Altro che disoccupazione.

Piccole cose, replica Avido. Siamo matti a vendere adesso, proprio quando sta per arrivare il bello? Non solo l’America sta accelerando sul serio, ma l’Europa, signori miei, l’Europa dei morti viventi sta nascendo a nuova vita. La vicenda greca dimostra del resto la forza del collante che tiene insieme l’Eurozona. E poi, siamo già in accelerazione e ancora non abbiamo visto un centesimo del trilione di euro di Qe che sta per pioverci sulla testa. Fra poche settimane i decennali tedeschi saranno a rendimento negativo e la Paura ci viene a parlare di rialzo dei tassi? La Yellen? Ma guardatela, dice che li alzerà a giugno perché non vuole che la borsa esploda al rialzo, ma mentre lo dice si fa in quattro per aggiungere che farà pianissimo, che sarà paziente, che non vuole disturbare i signori politici, i signori gestori e nemmeno i signori trader. Suvvia, ragioniamo, la Fed alzerà i tassi solo se tutto continuerà ad andare per il meglio. Dobbiamo praticamente augurarcelo, il rialzo. Sarà un certificato di perfetta salute. E se non si è pienamente investiti quando si è in perfetta salute quando bisogna esserlo?

La dottoressa Coerenza, che alla sua età ne ha viste tante, dice che questo tipo di dibattiti, radicale e appassionato, è tipico della fase matura di un rialzo, ma non necessariamente della fase terminale. È la fase, quella attuale, in cui i venditori diventano noiosi fustigatori frustrati e i compratori diventano noiosi e rumorosi entusiasti che hanno capito (solo loro) i magnifici tempi nuovi. Quanto all’Europa, la condòmina Coerenza sostiene che l’accelerazione ci sarà, ma non sarà gran cosa. Chi ha fatto le riforme strutturali, come la Germania, è già in piena occupazione e non può andare molto più veloce. Chi non le ha fatte, o le ha fatte poco o per finta, potrà avere una piccola ripresa dei consumi e un po’ di export in più grazie al cambio, ma non avrà una seria ripresa degli investimenti fino a quando, appunto, le riforme non ci saranno sul serio.

L’avvocato Pratico del quinto piano, che per lavoro va spesso in America, dice che è rimasto colpito non tanto dalle dichiarazioni recenti del prudente professor Shiller (è ora di prepararsi a vendere, ha detto), quanto dalla perplessità di un ottimista granitico e di lungo corso come Ed Yardeni. Sono anche in aumento, aggiunge, le vendite di azioni da parte degli insider, i dirigenti delle società quotate che, almeno in teoria, dovrebbero conoscere le imprese che guidano meglio degli analisti che le studiano dall’esterno. In compenso, conclude, Buffett si è messo a studiare l’Europa, e in particolare la Germania, perché ha ancora multipli più bassi rispetto all’America e perché l’euro debole è una buona occasione per chi ragiona in dollari.

L’amministratore lascia dibattere a lungo i condòmini. Alla fine, quando comincia a vederli stanchi e pronti a negoziare, propone una mozione di compromesso. La componente azionaria, vi si legge, viene mantenuta ai livelli attuali, elevati per un conto intestato a un condominio, ma non troppo aggressivi. L’azionario americano verrà gradualmente ridotto e il ricavato verrà convertito in euro non perché si pensi che l’euro si apprezzerà ma perché le borse europee hanno un potenziale di rialzo superiore all’ulteriore probabile indebolimento dell’euro, piuttosto limitato.

In luglio, prima delle ferie, verrà valutata una riduzione del peso complessivo dell’azionario. La questione greca, che comunque si riaprirà nei prossimi mesi, verrà seguita in settembre dalla questione spagnola, potenzialmente ben più grave. A quel punto terremo l’Europa solo se l’accelerazione della crescita si sarà nel frattempo manifestata per davvero. Per il momento il solo afflusso di capitali americani verso le nostre borse è sufficiente a dare loro un forte sostegno di fondo. Nessun investimento è invece previsto nel settore energetico e anche il gasolio da riscaldamento per il prossimo inverno verrà acquistato all’ultimo momento, contando su una ulteriore discesa dei prezzi da qui all’estate.

La questione delle inferriate alle finestre, necessarie visto l’aumento di furti, viene rinviata per mancanza di tempo.