L’andamento del Giappone è legato alla prosecuzione del trend di crescita globale

Interviene all’inchiesta di Fondi&Sicav sull’azionario Giappone Vincenzo Palli, direttore generale di BCC Risparmio&Previdenza, Società di gestione del risparmio di Iccrea

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Molti osservatori credono che il listino azionario nipponico sia tra quelli meglio posizionati nel breve-medio termine. È solo il mantenimento del Qe da parte della BoJ a suffragare quest’ipotesi o credete ci siano altri validi motivi per investire a Tokyo?

“La politica monetaria è indubbiamente uno dei fattori a supporto: il controllo della curva dei rendimenti da parte della BoJ dovrebbe favorire tassi reali ancora più bassi, con un’inflazione guidata da salari attesi in aumento a causa di un mercato del lavoro sempre più forte, e favorire in questo modo un deprezzamento del cambio. La bilancia commerciale ne sta già beneficiando, grazie anche a un’accelerazione del ciclo di crescita globale, e così le aspettative sugli utili (con crescita Eps dell’indice Topix attesa per il 2017 intorno al 25%). A questo si aggiunge una stabilità e un consenso politico tra i più elevati, in questa fase storica, che dovrebbe favorire una politica fiscale più espansiva, ma anche più efficace, e riforme strutturali (come quella del mercato del lavoro). In termini di valutazioni, il mercato appare attraente, con un equity premium tra i più alti nei mercati sviluppati, non solo a causa dei bassi rendimenti governativi, ma anche grazie a un forte trend di revisione al rialzo delle stime degli utili negli ultimi trimestri.”

A vostro giudizio, quali settori del listino giapponese offrono le migliori opportunità e quanto potrebbe pesare il rischio valuta sulle chance di successo di un investimento in azioni giapponesi effettuato da un investitore europeo?

“I settori ciclici (consumi, industriali) sono i maggiori beneficiari di una potenziale ‘reflazione’ dell’economia giapponese, insieme al settore dei finanziari, che ha però già in buona parte beneficiato della nuova strategia della BoJ. Ma la chiave per la riuscita della ‘scommessa’ sul Giappone è legata inevitabilmente alla prosecuzione del trend di crescita globale e, insieme ad esso, del commercio globale. Non a caso il mercato giapponese da inizio anno ha sottoperformato gli altri principali mercati a causa dei timori relativi alle politiche commerciali Usa (uscita degli Usa dal Tpp, mancata presa di posizione contro il protezionismo in sede di G20), e all’aumento dei rischi politici (elezioni in Europa) e geopolitici (Corea del Nord, Medio Oriente), che hanno aumentato l’incertezza e alimentato, almeno temporaneamente, l’avversione al rischio, generando un abbassamento dei rendimenti sulle curve governative Usa e Area Euro, e un conseguente apprezzamento dello yen.
Le chance di successo sul mercato azionario giapponese, quindi, non possono prescindere da un quadro di continuazione del trend di crescita economica e di riduzione dell’incertezza politica a livello globale, scenario che riteniamo come maggiormente probabile, e rispetto al quale ci sembra coerente avere una posizione coperta sul rischio di cambio, in quanto l’indebolimento di quest’ultimo appare come una condizione necessaria per la sovraperformance di questo mercato.”

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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