L’Argentina a un anno dall’insediamento dell’amministrazione Macrì

“Una nuova dichiarazione di Moody’s fa pensare che l’Argentina possa ricevere un upgrade”, commenta Michael Boye, head of Fixed Income di Saxo Bank

È passato poco più di un anno da quando Mauricio Macri è diventato presidente dell’Argentina e l’ottimismo regna sovrano: la sua coalizione sembra capace di riportare l’economia ai fasti di un tempo.

La nuova amministrazione ha ottenuto risultati significativi nella trasformazione della vecchia economia corrotta e protezionista, gettando le fondamenta per iniziative “business friendly” capaci di stimolare la crescita futura. In particolare, c’è un’area nella quale sono stati fatti significativi passi avanti: il miglioramento dei legami internazionali necessari per ristabilire il clima di fiducia tra gli investitori globali.

Il presidente sa che la base per la ripresa economica è l’accesso al capitale di rischio, e che la fiducia internazionale sarà la chiave per aumentare il potere di finanziamento e accelerare la crescita del paese.

Uno dei maggiori successi della nuova amministrazione è stato la risoluzione del default tecnico e della disputa di 15 anni con gli investitori: un retaggio della ristrutturazione che ha seguito il periodo iniziale di default nel 2001 e il conseguente ritorno dell’Argentina nei mercati internazionali globali nel 2016.

Questa nuova attitudine nei confronti degli investitori e delle aziende non è passata inosservata. Questo mese Moody’s ha alzato il rating del paese e spesso questo indica un imminente upgrade. L’agenzia di rating ha premiato il “miglioramento della situazione politica” e l’impegno del governo a ridurre l’inflazione e il consolidamento fiscale. Inoltre, ha espresso parere positivo anche nei confronti “dell’abbandono delle abitudini del governo precedente di manipolare i dati macroeconomici principali”.

L’Argentina si è quindi mossa positivamente nei confronti degli investimenti internazionali; uno degli aspetti fondamentali di questo processo è il “tour mondiale” del presidente, partito il mese scorso con la prima visita ufficiale in Spagna dal 2009 e i prossimi viaggi in Cina, Giappone e Stati Uniti.

La fiducia, tuttavia, può richiedere anni per essere costruita e solo pochi secondi per essere distrutta e questo è vero soprattutto nel campo dei movimenti di capitali internazionali. I ricordi del default del 2001, la mancanza di attenzione alle risorse globali, così come la mancanza di responsabilità fiscale dimostrata nel corso degli anni, fanno sì che – nonostante la presenza di numerosi segnali positivi – il viaggio dell’Argentina per ristabilire la fiducia sia solo agli inizi.

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