L’Australia taglia i tassi

La Banca Centrale ha deciso di tagliare i tassi di interesse di 25 punti base, portando il costo del denaro al 2.25%. Fxcm

Dopo numerosi ammonimenti verbali sulla forza eccessiva del dollaro australiano nei confronti del dollaro americano, contenuti direttamente negli statement ufficiali della Banca Centrale, questa notte Stevens ha deciso di rafforzare il trend ribassista del dollaro australiano decidendo di tagliare i tassi di interesse di 25 punti base, portando così il costo del denaro al 2.25%. Consolida dunque la sua posizione all’interno dell’eterna guerra valutaria la Reserve Bank of Australia, giustificando la sua mossa con un chiaro statement che esprime delle preoccupazioni circa la crescita dell’economia dell’isola, inferiore rispetto a quanto si potrebbe raggiungere, con una disoccupazione che rimane superiore rispetto ai target della RBA e che continuerà a rimanere leggermente sopra le soglie di equilibrio.

L’inflazione rimane bassa (l’ultima rilevazione ha mostrato un 1.7%) e le discesa dei prezzi delle commodities non la aiuta di certo. Questi in estrema sintesi i motivi che hanno spinto la banca centrale a decidere per un taglio del costo del denaro, il che ha mostrato degli effetti immediati sul tasso di cambio, definito ancora, senza troppa vergogna, lontano da valori di equilibrio che rispecchiano i fondamentali economici. All’interno delle nostre previsioni trimestrali, parlando di Australia e Nuova Zelanda intitolavamo “alla ricerca della svalutazione” e questa si sta materialmente esprimendo, con target che potrebbero estendere ulteriormente a ribasso.