Le valutazioni favoriscono le valute dell’Europa emergente

Le risposte all’inchiesta di Fondi&Sicav sui bond mergenti in valuta locale di Morgane Delledonne, associate director – Fixed Income strategist di ETF Securities

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I bond emergenti in valuta locale hanno realizzato un’ottima performance nei primi nove mesi del 2016. Quali fattori hanno sostenuto tale risultato? In quali valute e duration credete ci sia ancora del valore?

La debole ripesa economica nelle economie sviluppate ha portato costantemente al ribasso i tassi di interesse, inducendo gli investitori a cercare rendimenti corretti per il rischio nell’universo dei mercati emergenti. Prevediamo che i tassi di interesse nei mercati sviluppati resteranno a lungo bassi, possiamo quindi prevedere che i mercati emergenti continueranno a registrare una buona performance nel medio periodo. I fondamentali dei paesi emergenti inoltre sono molto più solidi che negli anni Novanta, soprattutto da un punto di vista dei finanziamenti esteri, e questo limita il rischio di una crisi e permette a questi paesi di scambiare sulla base dei loro fondamentali.

Dal punto di vista della valutazione corretta per l’inflazione, le valute dell’Asia emergente sono relativamente sopravvalutate rispetto a quelle dell’America Latina e dell’Europa emergente. Riteniamo quindi che le valutazioni favoriscano le monete dell’Europa emergente, data l’inflazione di fondo e il problema del debito con cui i paesi dell’America Latina devono confrontarsi. L’America Latina in passato è stata anche la più esposta al rialzo dei tassi americani, in quanto i mercati sono più liquidi rispetto a quelli di altri paesi emergenti ed è quindi più agevole prendere posizioni corte in periodi di stress.

La volatilità dell’asset class è solitamente elevata. Dopo la recente corsa al rialzo, quali fattori vanno attentamente monitorati per riuscire a limitare i danni provocati da repentine inversioni di rotta?

I principali rischi che hanno condizionato i mercati emergenti negli ultimi anni, soprattutto la politica restrittiva della Fed e i timori di un rallentamento della Cina, stanno iniziando a svanire. Riteniamo che i paesi emergenti che dipendono dai finanziamenti esteri di breve periodo in valuta forte (ad esempio, Turchia, Messico e Sud Africa) saranno i più vulnerabili. I mercati emergenti invece con fondamentali solidi – sia nelle condizioni interne (equilibrio di bilancio positivo) sia esterne (equilibrio dei conti correnti positivo) – resisteranno molto meglio agli shock di mercato.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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