Legal & General IM (Lgim): «Il boom dei tematici»

Giancarlo Sandrin, Italy country head, wholesale & retail di Legal & General Investment Management (Lgim), partecipa al Focus Etf.

Quali sono i trend che hanno mostrato maggiore forza all’interno dell’universo degli Etf?

«Uno dei principali è senz’altro il forte interesse per gli Etf tematici, che permettono di intercettare i megatrend del presente e del futuro che stanno cambiando radicalmente il nostro modo di vivere, lavorare e produrre e consumare energia. Molti di questi sono stati accelerati dalla pandemia e dalla sempre maggiore importanza della sostenibilità anche nelle decisioni di investimento». 

Si registra un forte interesse nei confronti degli Etf Esg. Quale pensa che sarà l’impatto del regolamento Sfdr?

«Nel recente passato abbiamo assistito a un aumento dell’interesse per gli Etf collegati ai fattori Esg e/o Sdg (Sustainable development goals). Riteniamo che il regolamento Sfdr fornisca la struttura, decisamente necessaria, con cui gli emittenti possono definire le caratteristiche Esg dei loro fondi e i buyer possono interpretarle. Promuoverà la trasparenza e fornirà definizioni standardizzate che possano essere facilmente e uniformemente interpretate dagli investitori in strategie Esg. In Lgim, molti dei nostri exchange traded fund sono già allineati alla normativa Sfdr e tutti gli strumenti passivi lanciati negli ultimi tre anni incorporano, per definizione, un livello minimo di esclusioni Esg».

Pensate che gli Etf possano continuare ad avere lo stesso successo anche con  performance degli indici e degli asset rischiosi in generale meno buone?

«Assolutamente sì. Diversi fattori rendono sempre più interessanti questi strumenti per gli investitori, dalla possibilità di contenere i costi complessivi a una gestione tattica dei portafogli. Inoltre, si stanno presentando maggiori possibilità d’impiego grazie al canale bancario e alle reti di distribuzione. La maggior parte delle strategie Etf tematiche di Lgim in essere nel 2020 ha sovraperformato l’indice Msci World di almeno il 35%».

Ritenete che vi sarà sempre più spazio per Etf incentrati su portafogli tematici di nicchia, come, ad esempio, robotica, fintech o smart city?

«Certamente,  perché permettono di intercettare i driver di crescita della società di oggi e di domani. Noi abbiamo 11 strategie in Borsa Italiana che coprono temi legati alle disruptive technologies come, ad esempio, l’idrogeno, l’energia pulita e le batterie, così come i pagamenti digitali, la cybersecurity, l’ecommerce, la robotica e l’innovazione nell’healthcare. Gli investitori italiani dimostrano, inoltre, di apprezzare il nostro approccio di costruzione “attiva” degli indici, che si avvale di consulenti esterni, esperti di uno specifico settore, per costruire un portafoglio specializzato».

Cosa chiedono agli Etf gli investitori istituzionali per potere aumentare la loro allocazione in questi strumenti?

«La facilità dell’investimento è un aspetto che agevola l’investitore istituzionale, perché non è necessaria l’apertura di conti e l’inoltro di ordini è più semplice. Importante e apprezzata è anche l’efficienza degli Etf, specie per soddisfare esigenze specifiche. Fondazioni e casse di previdenza ne sono i principali utilizzatori, grazie alla normativa che consente loro di effettuare investimenti di tipo diretto. Notiamo un crescente interesse per gli strumenti sostenibili, alla luce del progressivo cambiamento delle policy d’investimento, e per i tematici».

Al di fuori dell’azionario, che rimane comunque l’asset class dominante per gli Etf, quali segmenti presentano il potenziale maggiore (obbligazionario, cripto, asset privati, attivi)?

«Ritengo che uno dei segmenti più promettenti sia l’obbligazionario, in particolare se va incontro alla crescente domanda degli investitori per un credito sostenibile. Noi tra fine 2020 e inizio 2021, in partnership con J.P. Morgan,  abbiamo lanciato anche in Italia una gamma di Etf su indici Esg nei quali abbiamo fatto confluire la nostra expertise di gestore passivo e gli input del nostro team di gestori obbligazionari attivi, per ottimizzare l’esposizione ai mercati con una logica di “intelligent indexing”».

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