Western Asset: “Bene bond finanziari come il debito subordinato bancario”

Continua l’inchiesta di Fondi&Sicav sui corporate bond investment grade denominati in euro con il contributo di Annabel Rudebeck, head of Non-US Credit di Western Asset (Gruppo Legg Mason)

leggMason

Quali sono le ragioni che hanno permesso agli investment grade corporate bond in euro di comportarsi meglio dei government bond dell’eurozona negli ultimi mesi? Perché il rischio politico ha avuto conseguenze di poco conto sulle quotazioni dei bond societari?

All’inizio del 2017, le elezioni parlamentari e presidenziali sono state la preoccupazione dominante sui mercati del credito europeo. Gli investitori globali si sono posizionati in modo difensivo sui corporate bond europei, nonostante le  valutazioni sembrassero attraenti. Il timore era che venisse eletto un partito antieuropeista in Olanda, Francia o persino Germania. Un risultato simile sarebbe stato l’anticamera della fine dell’Unione Europea, creando rischi valutari per il debito denominato in euro e dando il via a un periodo di incertezza economica nella Ue. Dal momento che i candidati antieuropeisti sono stati vinti al ballottaggio e che nel corso dell’anno è anche aumentato il supporto da parte della Cancelliera tedesca Angela Merkel, i timori politici sono rientrati, gli investitori sono tornati ad approcciarsi ai mercati e il bund tedesco, che  è un bene rifugio, ha sottoperformato. Il debito bancario ha fatto meglio visti gli alti rendimenti disponibili e visto che i fondamentali del credito sono migliorati, dal momento che il capitale continua a crescere. Anche i differenziali dei titoli di stato francesi hanno avuto una buona performance, passando da uno spread di 75 di bps rispetto ai bund tedeschi a uno spread di 45 punti sul rendimento del decennale. Il differenziale dei titoli di Stato italiani è diminuito anch’esso, passando da 213 bps a uno spread di 184 bps sul decennale, benché i rendimenti siano stati inferiori a quelli del credito nel suo complesso, poiché in Italia i timori sono ancora concentrati sugli sviluppi politici e i problemi del sistema bancario, questi ultimi causati in particolare dall’eccesso dei non-performing loans.

Nell’attuale contesto di mercato, quali investment grade corporate bond sono da preferire in termini di duration, settori di appartenenza delle società emittenti o altri fattori che ritenete prioritari nella selezione dei singoli titoli?

Preferiamo i bond finanziari, soprattutto il debito subordinato emesso da banche e assicurazioni, dal momento che i bilanci sono solidi e qualsiasi crescita economica dovrebbe trasformarsi in un aumento della profittabilità. Riscontriamo valutazioni meno interessanti nelle emissioni del settore industriale, poiché la Banca centrale europea continua ad acquistare i titoli idonei in quantità elevata (circa 8 miliardi al mese) ed anche nel settore utilities, che continua a vivere cambiamenti nei fondamentali.

 

*I dati dell’intervista si riferiscono al 15 maggio 2017

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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