Lemanik: “Continuiamo a sovrappesare i titoli cinesi quotati a Hong Kong”

Marcel Zimmermann, gestore del fondo Lemanik Asian Opportunity, apre l’inchiesta di Fondi&Sicav sull’azionario Cina

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A più di un anno dalla svalutazione della divisa locale che fece tremare le Borse di ogni parte del pianeta, qual è la situazione economico-finanziaria della Cina e come si è comportato il mercato  azionario cinese dall’arrivo di Trump alla presidenza Usa?

Già nel 2015 eravamo dell’opinione che parte della svalutazione della divisa locale fosse causata dalla differenza di politica monetaria tra la Cina ed gli Stati Uniti. Il differenziale dei tassi d’interessi in quel periodo supportava un rialzo del dollaro, non solo contro lo Yuan, ma anche contro le altre divise come Euro e Yen. La problematica del debito cinese resta importante, ma bisogna considerare anche il fatto che questo debito è quasi totalmente finanziato all’interno del paese. Ci aspettiamo che il governo Cinese mantenga la linea che favorisca un ridimensionamento dello Shadow Banking nell’economia reale. La crescita dell’economia potrebbe rallentare ulteriormente nei prossimi anni, ma la crescita del settore dei servizi – che ormai ha superato il 50% del Pil – conferisce una certa stabilità nell’espansione. Riteniamo che ci sia maggior valore nei titoli cinesi quotati a Hong Kong.
Le dichiarazioni del nuovo presidente Usa subito dopo la sua elezione hanno senza dubbio penalizzato i mercati emergenti. Questo segmento ha infatti sottoperformato rispetto ai mercati sviluppati. Comunque, il primo meeting tra i presidenti Xi Jinping e Donald Trump è stato molto amichevole e le accuse fatte durante le elezioni contro la Cina non sono riemerse. La politica Usa, via via più costruttiva, dovrebbe influenzare più positivamente il mercato.

Com’è posizionato il vostro portafoglio e quali sono le ragioni a supporto delle vostre scelte di asset allocation?

All’interno del portafoglio del Lemanik Asian Opportunity continuiamo a sovrappesare i titoli cinesi quotati a Hong Kong (H-shares).
L’economia cinese continua a crescere oltre 6.5% annuo e le società quotate sono caratterizzate da valutazioni attrattive a medio termine. Il P/E ratio dell’indice Hang Seng China Enterprice è a 8.5x con il prezzo/valore intrinseco sotto 1x. Questo livello incorpora secondo noi molte aspettative negative, considerato che durante il rally del 2007 il PER aveva toccato oltre 30x e il PBR 5x.

Contemporaneamente manteniamo un’importante esposizione verso il Giappone. La politica monetaria della Bank of Japan tesa alla riflazione resta in atto e conferisce supporto all’economia reale. I dividendi e utili dell’indice Topix hanno toccato nuovi massimi e la sensibilità dei manager verso il “shareholder value” è migliorato grazie all’introduzione del codice di corporate governance nel 2014.
La Corea del Sud potrebbe assistere a una rivalutazione del proprio mercato azionario dopo sei anni di tendenza laterale. L’avvento del nuovo governo ha eliminato una grossa incertezza politica. Siamo dell’opinione che le valutazioni attuali riflettano i rischi geo-politici e possano comunque dare spazio a una rivalutazione del mercato.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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