La difesa dall’inflazione passa per la selezione delle società dotate di un pricing power. Intervista a Gergely Majoros, Carmignac

La storia ci insegna che il prezzo dell’oro è ben correlato con l’aumento dell’inflazione. Tuttavia, fino a questo momento il metallo giallo non sembra aver tratto grande vantaggio dalla risalita dell’inflazione. L’oro sarà ancora in grado di tutelare il portafoglio dall’inflazione?
Noi di Carmignac riteniamo che un’inflazione particolarmente duratura negli Stati Uniti nel corso del 2022 costituisca uno dei principali rischi per i mercati finanziari. In effetti, diversi fattori che contribuiscono all’inflazione potrebbero aumentare significativamente nei prossimi mesi, anche se ci aspettiamo un rallentamento del ciclo economico nei prossimi trimestri.
I fattori a cui facciamo riferimento sono per esempio gli affitti, che rappresentano circa il 40% del paniere dell’inflazione negli Stati Uniti. La fine della moratoria sugli sfratti per gli affitti, insieme al recente aumento dei prezzi degli immobili, potrebbero spingere i numeri dell’inflazione complessiva significativamente più in alto nei prossimi trimestri. Un altro fattore potrebbe essere un ulteriore aumento dei salari, guidato dalla solidità del mercato del lavoro, specialmente per quanto riguarda i lavoratori meno qualificati.
Per questo motivo, il nostro stock picking nell’azionario rimane concentrato sulle società caratterizzate da cosiddetto “pricing power”. Ci aspettiamo che queste società abbiano la capacità di aumentare i prezzi per compensare l’aumento dei costi, senza perdere volumi di vendite significativi. Con la stessa logica, il nostro posizionamento sui mercati obbligazionari rimane molto prudente in termini di duration, almeno nel breve periodo.

Gli inflation linked bond hanno tratto beneficio da un contesto caratterizzato da tassi bassi e inflazione al rialzo. Alle attuali quotazioni credete che possano ancora offrire una tutela dall’aumento dei prezzi di beni e servizi?
Detto questo, spesso si ritiene che molte attività finanziarie siano positivamente correlate all’aumento delle aspettative d’inflazione, come ad esempio l’oro o le obbligazioni indicizzate all’inflazione. In questo senso, l’oro rimane un asset che può proteggere i portafogli dal rischio di aumento dell’inflazione. Storicamente, questa correlazione ha funzionato meglio quando l’aumento delle aspettative d’inflazione ha portato a una diminuzione dei tassi reali.
Anche i bond inflation linked potrebbero essere utilizzati per proteggere i portafogli dall’aumento dell’inflazione, dato che reagiscono positivamente all’aumento delle aspettative relative all’inflazione stessa. Questa tipologia di obbligazioni ha registrato una solida performance a partire dal secondo trimestre del 2020, di pari passo all’aumento delle aspettative di inflazione dovuto alla ripresa economica. E, a nostro avviso, l’asset class rimane interessante in Europa perché le aspettative di inflazione hanno ancora un certo margine di crescita, grazie al supporto dell’attuale rimbalzo economico.

