L’inflazione Usa mostra segnali di accelerazione

Yves Longchamp, head of research di Ethenea Independent Investors, si sofferma sulla situazione del ciclo economico Usa

“Negli Stati Uniti il ciclo economico è entrato in una fase avanzata, caratterizzata da un graduale rallentamento della crescita e da un aumento progressivo dell’inflazione, mentre i consumi, pilastro della ripresa statunitense, sono destinati a restare elevati nel terzo trimestre. Gli investimenti si confermano deboli e non si è materializzato un mini-ciclo dell’attività manifatturiera”. E’ questa l’analisi di Yves Longchamp, Head of Research di Ethenea Independent Investors (Schweiz) AG.

La crescita del Pil ha decelerato dal 3,6% del secondo trimestre 2015 all’1,1% del secondo trimestre 2016, mentre nello stesso periodo la creazione di posti di lavoro è scesa da una media di 250.000 a 150.000 unità al mese – prosegue Longchamp. La fiducia dei consumatori resta elevata e i dati sulle vendite al dettaglio continuano a evidenziare una tendenza al rialzo. Inoltre, le statistiche mensili sulla spesa delle famiglie, presentano un andamento sostenuto, a indicare un potenziale rafforzamento della crescita economica nel terzo trimestre. Pertanto, sulla base del nostro modello econometrico, ci attendiamo un’espansione del Pil Usa del 3,6.

L’inflazione di fondo ha segnato un modesto rialzo, passando dall’1,4% all’1,65%: in una fase avanzata del ciclo economico la disoccupazione è contenuta e diventa più difficile per le imprese assumere nuovi dipendenti senza offrire salari più alti. Di conseguenza, la base dei costi aumenta e così l’inflazione.

L’elemento mancante in questo ciclo sono gli investimenti in infrastrutture, che non hanno mai evidenziato un completo recupero: l’attività manifatturiera è rimasta modesta sulla scia della crisi finanziaria globale e il calo dei prezzi del petrolio ha arrestato il ciclo della spesa per investimenti nel settore dello shale oil. I più recenti indici manifatturieri sembravano segnalare l’avvio di un mini-ciclo negli Stati Uniti, ma ciò non ha trovato conferma nei dati correnti. La produzione industriale statunitense e il commercio mondiale mostrano un andamento piatto e ad agosto il rialzo dell’indice ISM manifatturiero si è bruscamente interrotto. Gli ordinativi di beni durevoli, al netto delle componenti più volatili, continuano a diminuire, suggerendo che una ripresa degli investimenti è di là da venire. “L’inizio di un nuovo ciclo degli investimenti sarebbe una notizia molto favorevole in quanto indicativa di una ritrovata fiducia nel futuro”, conclude Longchamp.

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