L’interesse per le Borse europee frena la discesa dell’euro

A cura di Rocki Gialanella

Fondi ed Etf focalizzati sui listini europei hanno attirato 63 mld di Usd dall’inizio dell’anno. Le azioni del Vecchio Continente diventano improvvisamente asset prediletto

Il torrente di denaro liberato dalla Banca Centrale Europea sta alimentando la domanda di attività finanziarie europee da parte degli investitori statunitensi e di altri operatori localizzati in ogni parte del pianeta. Nelle ultime settimane, gli effetti di tale domanda stanno avendo dei riflessi anche sull’euro, la divisa che deve essere necessariamente domandata per procedere all’acquisto di tali assets.

I fondi comuni d’investimento e gli Exchange traded funds focalizzati sulle azioni europee hanno calamitato 63.000 mln di usd dall’inizio dell’anno, il 70% in più rispetto allo stesso periodo del 2014. Più che un riflesso delle prospettive di crescita dell’eurozona, la domanda di moneta unica riflette l’interesse degli investitori per le performance che i listini europei hanno offerto nelle ultime settimane. Le azioni europee si sono trasformate in breve tempo da asset impopolare (impopolarità durata molti anni) in asset prediletto a livello globale.

La domanda di azioni ha pilotato l’indice Euro Stoxx 600 ad un nuovo record da quando, lo scorso 22 gennaio, il presidente della Bce ha annunciato l’avvio del piano di allentamento quantitativo (QE). L’accelerazione delle quotazioni riflette la stessa reazione innescata dal terzo programma di riacquisto di assets Usa da parte della Federal Reserve, che ha trovato applicazione da settembre 2012 fino a ottobre 2014. In quel periodo, il dollaro Usa registrò una rivalutazione del 10%.

Secondo alcuni money manager, la crescita dei flussi d’investimento diretti verso i mercati europei potrebbe avere gli stessi effetti sulla quotazione dell’euro (e in parte li ha già prodotti). Circa il 30% dei 25.500 mln di Usd investiti in fondi statunitensi concentrati sui listini azionari europei adottano strategie che non prevedono il ricorso a coperture del rischio di cambio (Fonte: Bloomberg). Si tratta di un ammontare – circa 8.000 mln di Usd- comparabile con la quantità totale investita nello stesso periodo del 2014 in Etf, con o senza copertura.

In questo modo, la forte domanda di euro da parte degli investitori di tutto il mondo ha frenato il trend discendente dell’euro, che negli ultimi giorni ha guadagnato terreno nel cross con l’Usd.

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.