L’Italia intravede la fine della recessione

A cura di Stefania Basso

Migliorano vendite retail e produzione industriale. Crescita positiva dei salari nominali. Il commento di HSBC Global Research

Sulla scia del calo dei prezzi dell’energia, il tasso d’inflazione headline è sceso a -0,1% anno su anno a dicembre ma potrebbe essere sceso ulteriormente a gennaio. Nello stesso tempo la crescita dei compensi contrattuali nel mese di dicembre è aumentata, toccando +1,1% anno su anno. Anche se il dato tende a sovrastimare la reale crescita dei salari, la combinazione tra l’inflazione bassa e la crescita positiva dei salari nominali supporterà il consumo domestico nella prima metà del 2015, contribuendo a far uscire l’Italia dalla lunga recessione che dura da oltre tre anni.

Le vendite retail e la produzione industriale hanno realizzato un buon rendimento già a dicembre, registrando +0,1% e +0,3% mese su mese rispettivamente e l’Associazione Italiana dell’Industria prevede un ulteriore incremento della produzione industriale (+0,3%) a gennaio. Gli indicatori della fiducia hanno mostrato un deciso miglioramento a gennaio, con la fiducia per i consumi in rialzo da 99,9 a 104 punti a dicembre. L’indice composito di fiducia delle imprese è salito, da 87,6 a 91,6 punti (anche se l’indice manifatturiero è sceso lievemente rispetto al mese precedente).

Le esportazioni nette potrebbero continuare a contribuire positivamente alla crescita. Nei due mesi di ottobre e novembre, le esportazioni di merci, in termini nominali, sono aumentate del 3,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre nei primi nove mesi dell’anno sono cresciute solo dell’1,3%. Con il calo delle importazioni l’avanzo commerciale dell’Italia sta per toccare il massimo storico nel 2014. Il deprezzamento dell’euro tende a favorire quei paesi che esportano perlopiù verso i paesi extra UE, come ad esempio l’Itala (il 60% delle esportazioni italiane sono dirette verso i mercati non appartenenti all’eurozona).

Sul fronte fiscale, grazie alle flessibilità introdotte dalla Commissione Europea a gennaio, non si stima per l’Italia la necessità di un ulteriore risanamento di bilancio nel corso del prossimo anno.Alla luce di questi sviluppi il team di HSBC corregge al rialzo le previsioni di crescita del pil per il 2015 a +0,5% e +0,8% nel 2016. Ma la crescita rimane limitata per la bassa potenzialità di sviluppo e per l’elevato livello della disoccupazione. Il tasso di disoccupazione a dicembre è sceso al 12,9% da un massimo storico del 13,3% del mese precedente, grazie in parte al calo del tasso di partecipazione. Tuttavia potrebbe risalire di nuovo nel primo trimestre del 2015, con la riforma del mercato del lavoro approvata dal parlamento alla fine del 2014 che inizierà a dare i frutti in termini di creazione di posti di lavoro solo nella seconda metà dell’anno.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.