L’occasione indiana

A cura di Rocki Gialanella

Il paese rientra tra i grandi beneficiari della caduta del petrolio e della deflazione dell’economia globale

Il 2014 è stato un anno pieno di complicazioni per l’india. Il 2015 si presenta come un anno pieno di ottimismo. Analisti ed esperti del mondo della gestione finanziaria credono che il paese sia uno dei più interessanti per gli investitori internazionali. Alla base di tale valutazione c’è il mix costituito dalla ripresa della crescita economica, dal rafforzamento della rupia e dalla presenza di tassi d’interesse capaci di calamitare l’attenzione di flussi d’investimento a caccia di rendimenti interessanti. Il gigante asiatico viene inoltre considerato appetibile sulla base di valutazioni focalizzate su fattori ciclici e strutturali.

Le principali istituzioni internazionali stimano che il tasso di crescita dell’economia indiana sarà superiore al 6% annuo per i prossimi anni. L’introduzione di alcune riforme da parte del Governo guidato da Narenda Modi (in carica da quasi un anno) viene considerato il fattore guida per l’accelerazione economica.

Il nuovo Governo ha optato per un aumento della spesa pubblica destinata alla realizzazione di nuovi progetti infrastrutturali. Il provvedimento ha fatto lievitare la dinamicità dell’economia in tempi stretti. In meno di dodici mesi, il paese è passato dall’adozione di restrizioni all’importazione di oro a causa del timore di un severo peggioramento della bilancia commerciale, ad un netto miglioramento del deficit (ridotto di quasi il 50%). Il miglioramento dello scenario economico e le riforme introdotte dall’esecutivo stanno facendo aumentare le probabilità di assistere ad interventi migliorativi del livello di affidabilità creditizia da parte delle principali agenzie di rating.

Modi non è stato l’unico salvatore della patria. L’attuale contesto economico internazionale, nonostante sia alle prese con una crescita lenta, è caratterizzato da due elementi molto favorevoli all’India. In primis, la caduta delle quotazioni petrolifere e di altre materie prime, un’autentica boccata d’ossigeno per la bilancia commerciale. Le importazioni di materie prime assorbono circa il 51% delle sue importazioni e rappresentano il 12% del Pil. In secondo luogo, la discesa dell’inflazione globale, che ha consentito alla Banca centrale indiana di tagliare il costo del denaro ed incentivare la crescita economica.

Il principale inconveniente per l’investitore è il forte rialzo accumulato dall’indice azionario indiano negli ultimi mesi. All’inizio dell’anno, molte case d’investimento si aspettavano che il Sensex lievitasse fino a quota 33.000 a ridosso della fine del 2015, un potenziale che l’indicatore ha quasi del tutto coperto nei primi mesi dell’anno.

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.