Luca Romano (Bnl-Bnp Paribas Life Banker): «Una vision hi-tech da grande gruppo»

Bnl-Bnp Paribas Life Banker sta sperimentando soluzioni basate sul cloud computing, sull’utilizzo della robotica e sull’intelligenza artificiale

Continua l’inchiesta sullo sviluppo della tecnologia da parte delle reti di distribuzione di prodotti finanziari. A rispondere è Luca Romano, deputy head di Bnl-Bnp Paribas Life Banker.

«Il costante investimento in tecnologia è uno dei driver strategici di sviluppo del nostro gruppo. Essere parte integrante di Bnp Paribas ci consente di beneficiare di una vision, di investimenti e di opportunità di partnership che pochi player possono vantare. A livello di banca e di gruppo ci sono intere funzioni, strutture e risorse focalizzate e dedicate all’innovazione e alla trasformazione digitale. L’obiettivo è sperimentare soluzioni basate sul cloud computing, sull’utilizzo della robotica e anche sull’intelligenza artificiale. Soluzioni tutte finalizzate a migliorare l’efficienza e l’efficacia dei processi aziendali. Una rilevanza particolare, con lo sviluppo delle piattaforme e dei servizi digitali, hanno assunto gli investimenti in tema di sicurezza/cybersecurity. Fondamentale la protezione dei dati personali e l’attenzione alla privacy, tutti temi su cui l’attenzione è molto forte e crescente».

E sulla rete qual è stato il vostro impegno hi tech?

«La rete dei nostri life banker, già disponeva e utilizzava piattaforme digitali per operare a distanza. Ma c’è stato un ulteriore e velocissimo adeguamento delle modalità di interazione con la clientela, conseguente al lockdown e alle diverse restrizioni dettate dalla pandemia. La Banca e i consulenti hanno dimostrato una capacità di risposta importante. E i più recenti interventi sull’infrastruttura di rete hanno agevolato ancora più sia la totale operatività a distanza, sia la comunicazione consulente- direzione e consulente-cliente».

Quanto la pandemia ha accelerato e incrementato il vostro impegno sull’hi-tech? Che cosa ha oggi in più sul piano tecnologico la vostra società rispetto a un anno fa?

«Possiamo dire che la crisi pandemica ci ha sorpresi per tempistica e rapidità di diffusione, ma non ci ha trovati impreparati nella capacità di risposta. Decisiva è stata la lungimiranza della banca e del gruppo nell’avere investito per tempo su piattaforme che hanno garantito, la prosecuzione e lo sviluppo dell’operatività. Il Covid ci ha “costretti” poi a sperimentare innovazioni di processo e modalità di lavoro che rimarranno ben oltre la fine della pandemia. Il grande cambiamento si è visto infatti nella capacità di sfruttare pienamente le potenzialità delle piattaforme di cui già disponevamo. Ma certamente ha anche accelerato i processi di innovazione e di implementazione di piattaforme digitali di collaborazione/comunicazione. Potenziare ulteriormente l’asset tecnologico, arricchire l’innovazione anche con partnership cross-industry per sfruttare in ottica sinergica la dimensione e la multispecializzazione, sono sicuramente nel nostro Dna».

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