L’Usd tornerà ad apprezzarsi contro le valute G10 nei prossimi mesi

Il contributo di Maria Luisa Matarrelli, responsabile Government Bond & Forex di Eurizon Capital SGR, all’inchiesta di Fondi&Sicav sul dollaro americano

Eurizon Asset Management CMYK

Dopo una fase di indebolimento durata alcuni mesi, l’Usd sembra aver trovato un range di equilibrio nel cambio con l’euro. Quali sono le vostre previsioni per l’andamento della divisa Usa nei prossimi trimestri e quali variabili potrebbero condizionarne la quotazione al rialzo o al ribasso?

Il dollaro americano si è indebolito contro l’euro e contro le altre valute dei Paesi del G10 da inizio anno perché la crescita economica globale è stata forte, sincronizzata e guidata, a sorpresa, dall’area euro. L’euro ha beneficiato anche dall’esito positivo delle elezioni francesi e dal venir meno della minaccia anti-euro in uno dei Paesi più importanti. Tuttavia nei prossimi mesi ci aspettiamo che il dollaro Usa possa tornare ad apprezzarsi contro le valute G10. La politica monetaria della Fed sembra orientata a essere meno cauta nella rimozione dello stimolo, per due fattori. Il primo è un fattore interno: il mercato del lavoro è molto forte e, anche se non si sono verificate pressioni salariali, se ci dovesse essere un aumento dell’inflazione inattesa, la Fed sarebbe costretta ad alzare velocemente, rischiando di provocare una recessione. Inoltre è attesa negli Stati Uniti una riforma fiscale che dovrebbe ulteriormente stimolare l’economia, anche se è difficile prevederne l’entità. Il secondo motivo è prudenziale: il regime di bassa volatilità determinato dalle politiche monetarie accomodanti nei principali Paesi sviluppati rischia di creare instabilità finanziaria in quanto i prezzi delle asset class rischiose potrebbero essere tenuti artificialmente alti dalla abbondante liquidità fornita dalle banche centrali. Nell’area euro invece la Banca centrale ha ridotto per il 2018 il ritmo degli acquisti di titoli, ma la politica monetaria rimane espansiva e l’istituto di Francoforte è fortemente determinato a mantenere ancorati i tassi a breve termine. Il differenziale dei tassi dovrebbe quindi pesare a favore di un dollaro in apprezzamento. Nel medio termine, se la crescita economica dell’area euro dovesse continuare a sorprendere in positivo, la valuta europea potrebbe tornare ad apprezzarsi. Il posizionamento sull’euro è di generalizzato sottopeso dopo gli anni della crisi del debito. Ancora di più la valuta del vecchio continente beneficerebbe se migliorasse l’architettura istituzionale nel senso di una maggiore integrazione fiscale tra le economie dell’area.

Quali segmenti obbligazionari in Usd ritenete interessanti in termini di rischio/rendimento per un investitore europeo che voglia puntare su un rafforzamento del biglietto verde?

La curva dei rendimenti americana ha archiviato nel 2017 un movimento di appiattimento, a seguito di maggiori rialzi incorporati nella parte breve della curva e aspettative di inflazione che sono rimaste stabili, e non hanno pesato sull’andamento dei rendimenti, delle scadenze più lunghe. Riteniamo più indicato posizionarsi nella parte breve della curva dove le valutazioni sembrano più in linea con il sentiero dei rialzi.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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