Lyxor Etf in Italia: «Confermata nella pandemia la resilienza degli Etf»

Vincenzo Saccente, Caia, managing director & head of sales per Lyxor Etf in Italia, partecipa al Focus Etf.

Quali sono i trend che hanno mostrato maggiore forza all’interno dell’universo degli Etf?

«La gestione passiva ha dimostrato la sua resilienza durante il periodo di pandemia, confermando la solidità del trend di crescita degli Etf, che negli ultimi 20 anni hanno saputo conquistare un ruolo sempre più importante agli occhi degli investitori, prima sul fronte azionario, poi su quello obbligazionario. Oggi gli investimenti Esg stanno catalizzando gran parte dell’attenzione, con un focus e un interesse particolari per la ‘E’ di Esg, quella cioè che riguarda le questioni ambientali, sia in ambito azionario, sia obbligazionario. Una grande spinta in questa direzione è arrivata anche dalle istituzioni europee, che nella definizione degli obiettivi per i piani nazionali di ripresa dalla pandemia di Covid-19 hanno posto ancora di più l’accento su temi quali la scarsità d’acqua, le energie rinnovabili e i cambiamenti climatici, attirando il maggiore interesse da parte degli investitori che desiderano collocare i propri capitali in chiave sostenibile. In questo senso, in ambito azionario riscontriamo un interesse per le soluzioni che replicano i nuovi benchmark climatici dell’Ue atti a contrastare il riscaldamento globale, concepiti per essere allineati con gli obiettivi di riduzione delle emissioni di carbonio previsti dall’Accordo di Parigi del 2015. Riteniamo che gli Etf basati sui benchmark Ue allineati con l’accordo di Parigi (Ee Pab) e di transizione climatica (Eu Ctb) siano in grado di riorientare flussi di capitali, in quanto rappresentano una delle migliori risposte della comunità finanziaria all’emergenza sul clima e beneficiano, tra l’altro, del sostegno delle autorità di regolamentazione. Infine, crediamo che, all’interno dei grandi trend strutturali che stanno plasmando il mondo, si possano identificare diverse tematiche d’investimento come energie rinnovabili, acqua, robotica e intelligenza artificiale, economia digitale, mobilità del futuro, tecnologie dirompenti e le abitudini di consumo dei millennial».

Si registra un forte interesse nei confronti degli Etf Esg. Quale pensa che sarà l’impatto del regolamento Sfdr?

«Nei primi quattro mesi del 2021 gli Etf Esg hanno registrato flussi per 34,1 miliardi di euro in Europa, più della metà degli asset confluiti complessivamente negli Etf (66 miliardi di euro), sulla scia dei numeri registrati nel 2020, in cui le strategie Esg hanno rappresentato più della metà degli afflussi totali. In questo contesto, riteniamo che la recente normativa Sfdr avrà un impatto positivo a lungo termine su integrità e trasparenza degli investimenti responsabili e aumenterà anche la consapevolezza sull’importanza di integrare la sostenibilità nel processo decisionale di costruzione del portafoglio. In Lyxor poniamo da sempre questi aspetti al centro delle nostre strategie di investimento. Ad esempio, il Lyxor Etf sui green bond, il primo Etf al mondo sulle obbligazioni verdi, che ha superato 500 milioni di euro di patrimonio in gestione, è conforme all’articolo 9 della normativa Sfdr, così come la gamma di Etf azionari Paris-Aligned, che replicano gli indici climatici S&P, recentemente ribattezzati “Net Zero 2050”. In conformità all’articolo 8 Sfdr, Lyxor ha ideato più tipologie di Etf: per citare qualche esempio, la gamma corporate Esg obbligazionaria, gli Etf azionari Climate Change che replicano gli indici Msci sul clima, gli Etf tematici su acqua ed energie rinnovabili». 

Pensate che vi sarà sempre più spazio per Etf incentrati su portafogli tematici di nicchia, come, ad esempio, robotica, smart city, fintech?

«Gli investimenti tematici hanno il grande vantaggio di essere fortemente trasversali rispetto al modo tradizionale di investire per settori merceologici e rappresentano, dunque, un’opportunità di diversificazione innovativa. In Lyxor abbiamo individuato cinque megatrend di lungo periodo che stanno plasmando l’economia e la società in cui viviamo e che, di conseguenza, si possono tramutare in temi di lungo periodo: la crescita della digital economy e della disruptive technology, il cambiamento urbano, con la future mobility e le smart city, e le abitudini di consumo dei millennial. Nel tema digital economy rientrano business consolidati come l’e-commerce e i pagamenti digitali, ma anche altri in rapido sviluppo, come la cybersecurity e il fintech. Sotto l’etichetta disruptive technology sono invece raggruppate le realtà che sviluppano innovazioni tecnologiche in grado di rivoluzionare i modi in cui le industrie e i consumatori agiscono. Pensiamo alle molteplici applicazioni della robotica e dell’intelligenza artificiale, i droni, la stampa tridimensionale. Poi i millennial. Investire su loro significa puntare sulle aziende che riescono a entrare meglio in sintonia con la mentalità, i gusti, le priorità e le aspirazioni di questa generazione, che ha abitudini sociali diverse da quelle di chi li ha preceduti. Infine, smart city e future mobility, due tematiche molto attuali, con diversi sottoinsiemi di grande impatto, come case intelligenti, infrastrutture urbane più efficienti nello smaltimento dei rifiuti, nella produzione e nel consumo di energia, sistemi intelligenti di sicurezza che renderanno più tempestivi ed efficaci gli interventi di personale sanitario e vigili del fuoco». 

Al di fuori dell’azionario, che rimane l’asset class dominante per gli Etf quali segmenti presentano il potenziale maggiore (bond, cripto, asset privati, attivi)?

«La cosiddetta rivoluzione sostenibile, che ha già trovato spazio nel mondo degli investimenti azionari, si sta sempre più estendendo anche all’obbligazionario, grazie anche ai progressi della ricerca e a un sempre più grande numero di dati disponibili. Considerando poi le dimensioni del mercato obbligazionario globale (100 trilioni di euro complessivi, un controvalore pari a più di 25 volte l’intero bilancio federale annuo statunitense), è evidente con quale impatto gli investimenti obbligazionari Esg possano migliorare il mondo in cui viviamo. Secondo Climate Bonds Initiative, le emissioni di green bond hanno ormai raggiunto 1.200 miliardi di dollari a livello globale, mentre, se guardiamo nello specifico ai soli Etf, i prodotti Esg obbligazionari l’anno scorso hanno registrato afflussi per 9,2 miliardi di euro in Europa, più del doppio degli asset raccolti durante l’intero 2019. Questo crescente sviluppo degli investimenti Esg anche nel campo obbligazionario, e in particolar modo la crescita del mercato del reddito fisso verde, è da attribuire a un contesto macro altamente favorevole e caratterizzato da tre elementi principali: 

– la crescente domanda di asset green da parte degli investitori;

– un numero sempre più consistente di aziende che cercano di trasformare il proprio modello operativo e produttivo adottando pratiche più sostenibili;

– un nuovo quadro normativo e una serie di misure di stimolo come il Next generation recovery plan dell’Ue».

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