Mantenere la rotta con la Grecia che naviga in acque sconosciute

Contesto monetario favorevole e bassi rendimenti dei bond dovrebbero mitigare la portata di un’eventuale correzione. Il commento settimanale di Russ Koesterich, Global Chief Investment Strategist di BlackRock

a cura di Stefania Basso

La scorsa settimana è stata dominata da una diffusa avversione per il rischio, a causa principalmente dell’aumento dei timori sulla Grecia, con la maggior parte dei mercati azionari in discesa e i cosiddetti bond “rifugio” in salita. L’indice Dow Jones Industrial Average ha perso l’1,21% a quota 17,730, l’indice S&P 500 ha lasciato sul terreno l’1,19% toccando 2.076 punti mentre l’indice tecnologico Nasdaq Composite è sceso dell’1,40% chiudendo la settimana a 5.009 punti. Il rendimento del treasury decennale è sceso dal 2,48% al 2,39% e i prezzi di conseguenza sono saliti.

La vendita è stata robusta perlopiù nella giornata di lunedì, dopo l’inatteso annuncio di un referendum in Grecia. Anche se la volatilità è aumentata, il calo è stato moderato rispetto agli episodi passati. Il mercato potrebbe sperimentare un’ulteriore ondata di vendite sino a quando gli investitori non digeriranno la situazione caotica in Grecia. Tuttavia un contesto monetario ancora favorevole e rendimenti bassi dei bond dovrebbero mitigare la portata della correzione.

Lo scorso lunedì i titoli sono scesi e gli USA hanno scambiato al minimo degli ultimi tre mesi ma il danno è stato limitato. La volatilità è aumentata in modo rapido e l’indice VIX ha toccato il massimo degli ultimi quattro mesi segnando 19 punti. Ai massimi, la volatilità rimane comunque al di sotto del picco di gennaio e della media di lungo periodo. Anche in Europa, maggiormente esposta ai risultati della crisi greca, la vendita è stata contenuta. I titoli sono scesi di circa il 4% ma gli spread dei bond periferici hanno tenuto.

Il danno alle azioni è stato almeno in parte controbilanciato dalla settimana positiva delle obbligazioni. Malgrado un maggiore rischio di credito proveniente da Porto Rico, dove il Governatore ha segnalato l’intenzione di cercare una ristrutturazione del debito, i bond americani hanno beneficiato della ricalibratura della data di un aumento dei tassi da parte della Fed in seguito al rapporto di giugno sull’occupazione. Anche se la creazione dei posti di lavoro continua ad essere solida (la media degli ultimi 12 mesi è di circa 250.000), gli investitori hanno notato la stagnazione delle retribuzioni orarie e il minimo di 38 anni della partecipazione della forza lavoro. La debolezza dei dati sul report del lavoro potrebbe compromettere il programma di rialzo dei tassi della Fed a settembre. Il treasury note biennale è salito, spingendo i rendimenti al ribasso allo 0,63%, sotto il livello di inizio anno, mentre il rendimento dei titoli di stato decennali è sceso sotto il 2,40%.

Le azioni cinesi sono scese in modo sostenuto la scorsa settimana nonostante i numerosi sforzi da parte della banca centrale. Lo scorso weekend la People’s Bank of China ha tagliato sia i requisiti di riserva sia i tassi di interesse, il primo taglio simultaneo dal 2009. La Banca centrale è intervenuta aggiungendo ulteriore liquidità nella giornata di mercoledì. Malgrado gli sforzi l’indice Shanghai Composite è sceso sotto i 4.000 punti per la prima volta da aprile”; l’indice è sceso di circa il 30% dal picco di giugno. L’annuncio nel weekend ha rivelato che le autorità del Governo compieranno ulteriori passi per cercare di stabilizzare il mercato.

Questa settimana i mercati stanno accusando il colpo della situazione greca. Aumentano le possibilità del Grexit. L’incertezza della Grecia porterà quasi inevitabilmente a una forte e negativa reazione da parte degli investitori. Secondo BlackRock la Grecia non rappresenta una minaccia nel lungo termine per l’economia globale o per i mercati finanziari. Per gli investitori basati negli USA è più importante forse il risultato degli utili del secondo trimestre. Si stima una migliore resa delle aziende questo trimestre, grazie alla ripresa dell’economia americana e alla moderazione della solidità del dollaro.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.