Manteniamo il posizionamento, sovrappesando le azioni rispetto ai bond

A cura di Stefania Basso

Il commento settimanale sul mercato americano di Russ Koesterich, Global Chief Investment Strategist di BlackRock

I titoli americani hanno risentito di forti oscillazioni la scorsa settimana ma poi hanno chiuso al rialzo. L’indice Nasdaq Composite ha guadagnato il 3,18% e ha chiuso la settimana a quota 5.026, avvicinandosi al massimo storico precedente. L’indice S&P 500 è rimbalzato del 2,68% a 2.108 punti e il Dow Jones Industrial Average è salito del 2,13% a quota 18.127. Per quanto riguarda i titoli obbligazionari, il rendimento del treasury decennale è sceso dal 2,12% all’1,93% e i prezzi di conseguenza sono saliti.

Anche se la crescita è inferiore alle attese, gli investitori sono positivi perché l’inflazione contenuta e la moderazione della crescita economica potranno indurre la Fed ad aumentare i tassi di interesse a un ritmo più lento e moderato.

Anche se alcuni segmenti dell’economia stanno perfomando bene, il rally della scorsa settimana è stato il prodotto di una crescita lenta più che di un boom dell’economia. Gli investitori hanno iniziato l’anno pensando che la crescita degli USA avrebbe fatto salire gli utili delle aziende, spingendo al rialzo i titoli. Ma il rialzo del dollaro ha costretto gli analisti ad abbassare le previsioni degli utili delle aziende. Tiffany è stato l’ultimo esempio di società dipendente dalle esportazioni che lotta contro il rapido apprezzamento della valuta.

Nello stesso tempo il brusco rialzo del dollaro è coinciso con il rallentamento del settore manifatturiero americano e del sentiment delle imprese. Responsabili sono stati anche un febbraio particolarmente freddo e lo sciopero portuale sulla costa occidentale. Fatta eccezione per il mercato del lavoro, i dati economici statunitensi sono generalmente inferiori alle attese. L’indice delle sorprese ha segnato il livello più basso dal 2009.

Ma invece di vendere i titoli gli investitori vedono di nuovo nelle notizie negative fattori positivi. I titoli sono saliti lo scorso lunedì dopo la pubblicazione del rapporto debole della produzione industriale, dato che gli investitori hanno puntato sulle azioni in seguito all’annuncio di mercoledì scorso della Fed. Nonostante l’omissione della parola “paziente” dalla dichiarazione, gli investitori hanno reagito positivamente ai commenti della Fed. Se la dichiarazione prevede la normalizzazione dei tassi di interesse verso fine anno, la visione del recente indebolimento economico della banca centrale è stata interpretata come una posizione accomodante (dovish).

I treasury sono saliti dopo l’annuncio mentre a perdere la scorsa settimana è stato il dollaro americano. Con gli investitori che hanno ricalibrato le loro stime di un primo rialzo dei tassi, il dollaro è sceso dal picco recente, perdendo circa il 2% in settimana.

Alla luce del contesto il team di BlackRock mantiene il posizionamento, sovrappesando i titoli azionari rispetto alle obbligazioni, che hanno sottoperformato sia le azioni locali sia quelle globali da inizio anno. Permane la preferenza per il settore della tecnologia. L’indice tecnologico Nasdaq Composite è tornato al picco della bolla del 2000, ma a guidare il rialzo è stata la crescita degli utili, non l’espansione dei multipli.

Gli investitori che sono sovrappesati sulle azioni americane dovrebbero abbassare la loro esposizione e considerare l’investimento in titoli internazionali. Nonostante il recente rally gli USA segnano ancora +2,5% da inizio anno contro il 18% e il 12% (in valuta locale), rispettivamente, di Europa e Giappone.

La volatilità potrebbe continuare a rimanere elevata. I titoli americani hanno realizzato buoni rendimenti nei primi mesi dell’anno ma la volatilità dei rendimenti giornalieri segna +25% rispetto all’anno scorso. È previsto un andamento volatile costante nel corso dei prossimi mesi.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.