Mantenuta la sovraespozione nei mercati azionari austriaci

Il commento mensile su economia, mercati e strategia nell’Europa Centrale di Callander

a cura di Stefania Basso

Economia

L’indice polacco dei responsabili acquisto è rallentato a maggio sulla scia dell’indebolimento del PMI tedesco. Rispetto alla Repubblica Ceca all’economia polacca è mancata la spinta domestica. Questo spiega il divario tra il PMI di maggio della Polonia e quello della Repubblica Ceca. Il PMI polacco è sceso a 52,4 punti a maggio, da una media di 55 punti nel primo trimestre 2015. Sebbene la situazione fiscale della Polonia sia molto positiva, le elezioni parlamentari previste nel mese di ottobre potrebbero peggiorare la situazione.

Nella Repubblica Ceca il PMI di maggio è salito a 55,5 punti da 54,7 del mese precedente, contrapponendosi al PMI polacco che è sceso nello stesso periodo. Il rialzo si deve da un lato al rafforzamento della domanda interna, dall’altro al tetto della Banca centrale sulla corona ceca (CZK), che si è rivelato molto efficace, dato che il tasso di cambio della CZK appare molto interessante. In generale l’outlook di crescita della Repubblica ceca è migliorato sulla scia della crescita dei salari reali e della domanda estera relativamente solida.

Il fiorino ungherese HUF si è indebolito contro l’euro soprattutto alla luce dell’aumento dell’avversione per il rischio per la situazione incerta delle negoziazioni tra la Grecia e i suoi creditori. Gli investitori esteri rappresentano un’ampia parte dei possessori dei titoli di debito ungheresi. La Banca centrale ungherese inoltre è intervenuta abbassando i tassi di interesse. Tuttavia l’Ungheria ha registrato un consistente avanzo delle partite correnti e lo slancio di crescita è più interessante rispetto a quello dell’Eurozona. La Banca centrale ungherese – anche se mantiene la tendenza di allentamento per il momento – sarà obbligata ad aumentare i tassi molto prima rispetto alla BCE.

In Russia i parametri chiave dell’economia rivelano l’ampio indebolimento all’interno dell’economia, anche se potrebbero non essere negativi come previsto. Gli investimenti fissi sono stati deboli per più di un anno e mezzo ma sono in fase di stabilizzazione. Il calo dei tassi di interesse è positivo (la CBR ha abbassato i tassi di 550 punti base quest’anno) ma i tassi di prestito alle aziende non hanno rispecchiato l’allentamento aggressivo della Banca centrale dato che questi tassi stanno scendendo molto meno rapidamente. I salari reali per il momento continuano a scendere. Il pil reale potrebbe scendere di circa il 4% nel 2015.

Mercati

Alla luce della situazione volatile in Grecia i mercati sono rimasti relativamente calmi. L’indice MSCI World e l’MSCI EM sono scesi perlopiù a giugno, del 2,5% e 3,2% rispettivamente. I titoli di Stato “core” hanno realizzato un rendimento negativo, con gli UST in calo dell’1% e i bund in discesa del 2,1%, dato che i rendimenti sono saliti ancora per le aspettative di un rialzo posticipato dei tassi da parte della Fed. Anche i prezzi del petrolio sono rallentati. Il Brent ha perso il 3% a giugno. In Russia il rublo ha perso il 5,4% annullando i guadagni di inizio anno e l’indice russo RTS ha registrato -3% in dollari. L’Indice WIG 20 della Borsa di Varsavia è stato il principale sottoperformer perdendo il 6,7% in euro, guidato al ribasso dai finanziari e materiali. L’indice ceco PX è sceso del 3,8% in euro a giugno, guidato al ribasso dal calo di Erste Bank e CEZ. L’indice BUX ungherese ha perso il 4,1% in euro a causa della sottoperformance del settore finanziario e telecomunicazioni.

Strategia

Grazie ai numerosi segnali di accelerazione della crescita del pil nell’area euro e in Europa Centrale, Callander Managers mantiene la sovraesposizione nei mercati azionari austriaci. Il paese offre ancora una buona combinazione tra l’esposizione all’Europa emergente e all’occidente sviluppato. Prudenza invece verso le prossime elezioni in Polonia, soprattutto perché i recenti poll pre-elettorali danno per vincente l’opposizione, il partito Legge e Giustizia (PiS), accrescendo i rischi politici per le maggiori aziende quotate, come le banche e i retailer.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.