Massimi storici per i mercati di India e Filippine

A cura di Stefania Basso

Mercati asiatici stimolati dall’ondata delle politiche monetarie espansive. Il commento mensile sui mercati asiatici di Aberdeen AM

Le politiche monetarie espansive hanno stimolato i mercati asiatici a gennaio, dato che le banche centrali di India e Singapore, sulla scia delle banche di Europa, Turchia e Canada, sono intervenute per stimolare la crescita economica. La decisione della Svizzera di abolire il cambio fisso del franco contro l’euro ha destabilizzato i mercati a livello mondiale. Successivamente però i mercati si sono ripresi grazie all’ampio programma di acquisto dei bond da parte della Banca Centrale Europea.

In termini locali i mercati di India e Filippine hanno toccato i massimi storici sulla scia del miglioramento della crescita e dell’outlook sull’inflazione. La fiducia in India è aumentata grazie al taglio dei tassi di 25 punti base e alle prospettive di un ulteriore allentamento verso fine anno. La Cina e Hong Kong hanno guadagnato, supportati dalle speranze di ulteriori stimoli, dopo che la crescita del pil della Cina continentale è rallentata al 7,4% nel 2014. Il mercato A-share ha rappresentato un’eccezione, chiudendo in ribasso.

Tra i peggiori performer questo mese ci sono Singapore e l’Australia. Gli indicatori economici dell’Australia hanno continuato a mostrare un indebolimento mentre la valuta si è deprezzata contro il dollaro americano. Singapore ha sottoperformato dato che la banca centrale ha cercato di dominare l’apprezzamento della valuta locale a fronte del calo dell’inflazione e della contrazione della crescita.

Il gabinetto del Giappone invece ha approvato un bilancio record di 96,3 trilioni di yen per l’anno fiscale che ha inizio in aprile. Le entrate del recente aumento delle imposte sulle vendite hanno permesso al Governo di accrescere il benessere sociale e di aumentare le spese della difesa senza dover contrarre nuovi prestiti.

La maggior parte dei segnali indicano un contesto di politica monetaria potenzialmente più accomodante nel medio termine. La volatilità dei recenti dati economici Usa potrebbe esercitare una minore pressione sulla Federal Reserve di aumento dei tassi entro la prima metà del 2015. L’outlook incerto di crescita e dell’inflazione in Europa e Giappone potrebbero inoltre accelerare uno stimolo maggiore da parte della BCE e della Bank of Japan. In Cina le autorità hanno reiterato il desiderio di perseguire una crescita di qualità pur mantenendo un tasso appropriato di crescita, un riferimento trasversale di futuri tempi difficili. Tale retorica potrebbe continuare a guidare i mercati malgrado i dati economici ancora deboli. Ulteriori shock nel mercato del petrolio e delle valute potrebbero comunque ostacolare il trend al rialzo. Tuttavia, secondo gli esperti di Aberdeen Am, l’abbassamento dei prezzi del petrolio è positivo per l’Asia in generale, dato che contribuisce a ridurre i costi delle aziende e dei consumatori, stimolando la spesa e generando investimenti. Per il momento la crescita degli utili potrebbe rimanere contenuta ma le aziende solide e con una gestione prudente sono ben posizionate a guidare la ripresa della regione nel lungo termine.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.