Massimo Doris di Banca Mediolanum, “Due pilastri: tecnologia e capitale umano”

a cura di Alessandro Secciani

Solitamente le società di distribuzione di prodotti finanziari puntano prevalentemente o sul loro capitale umano, cioè la forza che un’efficiente rete di vendita può esprimere, o su grandi investimenti tecnologici, che consentano ai loro professionisti di offrire servizi avanzati. Banca Mediolanum rappresenta su questo piano quasi un unicum: già molto prima del Covid, la società si caratterizzava per investimenti tecnologici decisamente più alti, rispetto alla media del settore, e sulla digitalizzazione l’interesse è sempre stato fortissimo. Ma anche l’attenzione sul capitale umano è stata quasi maniacale. I family banker del gruppo devono rispondere a caratteristiche molto precise e la formazione è costantemente alla base delle politiche societarie.

Di questi e altri temi Fondi&Sicav ha parlato con Massimo Doris, amministratore delegato di Banca Mediolanum.

Pensate che in autunno saremo fuori dal Covid? Su questo piano, dopo un’emergenza come la pandemia, come sono cambiate le vostre strategie a medio-lungo termine?

«Secondo gli esperti, in autunno, grazie alla campagna vaccinale, dovremmo avere raggiunto l’immunità di gregge o comunque una condizione di minore contagiosità del virus ed essere, quindi, nelle condizioni di tornare a una nuova normalità, che non nasce dal nulla, ma che affonda le radici nell’era pre-Covid e che dal Covid ha ricevuto un’accelerazione. Mi riferisco, in particolare, al rapporto banca-cliente, sempre più smaterializzato e disintermediato nella sua accezione quotidiana, grazie alla diffusione dell’internet-mobile. Avendo intercettato questo trend anni fa, i nostri investimenti in tecnologia sono sempre stati rilevanti e, nel 2020, hanno dimostrato tutta la loro valenza strategica, permettendoci di garantire continuità di servizio su tutte le linee di business e di gettare le basi per le sfide future. Mi riferisco in particolare a Flowe, la società benefit che abbiamo lanciato un anno fa in piena pandemia e che, a distanza di 12 mesi, ha portato in dote circa 700 mila nuovi clienti. Un’altra iniziativa digitale che risponde all’esigenza di autonomia nell’apertura e nella gestione del proprio rapporto bancario, riguarda la piattaforma Selfy. Siamo partiti nelle prime settimane del 2021 con SelfyConto, per poi passare, in questi giorni, al ramo assicurativo; nei prossimi mesi estenderemo l’offerta anche agli investimenti. Ma non puntiamo solo sulla tecnologia. Crediamo e investiamo molto anche sul capitale umano. Nel 2020, pur essendo stato un anno complicato a livello organizzativo, abbiamo inserito nel nostro organico 150 nuovi colleghi, che non hanno peraltro ancora messo piede nel nostro campus. Abbiamo inoltre lanciato il progetto Next, che prevede di selezionare, formare e inserire nella rete di family banker 300 nuovi giovani talenti. Una sfida che ci proietterà nel futuro».

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