Mediolanum: ragionare in un’ottica di lungo periodo

È stato ampiamente affermato che molti operatori, sia gestori, sia consulenti finanziari, hanno affrontato in questi tempi per la prima volta nella loro carriera una serie di problemi, tra i quali l’inflazione, gli effetti di una guerra e di una crisi energetica, oltre che un forte rialzo dei tassi.

Molto articolata la posizione di Stefano Volpato, direttore commerciale di Banca Mediolanum, che mette l’accento su diversi elementi che l’attuale crisi sta mettendo a nudo:

« È un momento complesso e destabilizzante sotto diversi punti di vista. È tornata la guerra in Europa dopo decenni di pace e all’orizzonte non si intravedono spiragli di luce. La conseguente crisi energetica sta piegando stati, imprese e famiglie. In questo contesto il ritorno dell’inflazione, che aveva iniziato ad alzare la testa già l’anno scorso, aggrava una situazione economica indebolita dalla pandemia, mentre il nuovo corso delle politiche monetarie delle banche centrali annaspa in cerca di soluzioni.

Questa situazione si riflette sui mercati, che reagiscono con nervosismo e forti ribassi su entrambi gli indici, azionario e obbligazionario. Si tratta di una rarità in finanza e l’eccezionalità del fenomeno la si riscontra sul mercato del reddito fisso statunitense, che ha registrato il peggiore semestre della sua storia dal 1926. In questo scenario, si inserisce la natura umana, che tende a vivere il presente come la dimensione predominante sull’asse temporale e a distorcere i ricordi passati, influenzando le aspettative verso il futuro. Un’informazione così pressante, amplificata dalla pervasività dei social, non aiuta a mantenere una posizione oggettiva rispetto al contesto attuale». 

Comunque, per Mediolanum l’importante è contestualizzare al massimo i fenomeni del momento e riuscire a ragionare in un’ottica di lungo periodo.

In pratica non si può giudicare il mare solo in un momento di tempesta: «Occorre farsi guidare dal passato, da dati oggettivi, per riuscire a recuperare quell’atteggiamento neutro che la memoria tende a distorcere. Dal 2000 a oggi, ad esempio, il Pil mondiale è quasi raddoppiato, nonostante fatti devastanti e inattesi come il crollo delle Torri gemelle e il fallimento di Lehman Brothers.

Dal 18 settembre 2008, giorno del default della banca americana, gli indici Msci World e S&P500 hanno toccato il loro picco minimo, -45%, il 9 marzo 2009. Da allora a gennaio di quest’anno hanno guadagnato rispettivamente il 550% e l’817%. Quando si è immersi in un periodo complesso come questo, si è portati a credere che si tratti della prima volta e che il momento sia destinato a durare per decenni. In realtà, la fase ribassista più lunga, pari a 929 giorni, risale al periodo delle guerre mondiali, mentre la più breve, di soli 32 giorni, è collegata allo scoppio della pandemia, quando si pensava che il mondo fosse finito. Questo esempio ci aiuta a capire che la nostra percezione del mondo è filtrata dal vissuto personale e da quello collettivo».