Mercati emergenti, eccessivi sell-off delle valute

Prosegue l’inchiesta di Fondi&Sicav su mercati emergenti e prospettive. Oggi è la volta di Gary Greenberg, head of Global Emerging Markets, Hermes Investment Management

HERMESLOGO

 

 

 

 

Hermes-IM_Gary_Greenberg

La crisi turca sembra aver reso più disomogeneo il quadro d’insieme dei mercati emergenti. A vostro giudizio, quali sono gli emergenti che conservano buone potenzialità in base alla solidità dei fondamentali?

Le attuali crisi in Turchia e in Argentina hanno effettivamente appannato il quadro anche sui mercati emergenti più in generale. Vittime, in parte della loro stessa politica, ma anche del dollaro più forte, queste due economie molto vulnerabili hanno una forte necessità di essere ristabilizzate. Resta da vedere se l’austerità proposta da Macrì o gli aumenti incrementali dei tassi di interesse accennati dal ministero delle Finanze turco potranno essere sufficienti.

Ritenete che in qualcuno dei Paesi emergenti più in difficoltà (Turchia, Argentina etc) ci siano delle opportunità d’investimento derivanti da un’eccessiva penalizzazione delle quotazioni azionarie?

India e Indonesia sono state proattive nell’aumentare i tassi e, nonostante le pressioni provenienti dai mercati dei cambi, la crescita del credito e del debito continua a essere sostenuta. Le aziende di entrambe le economie registrano livelli sani di domanda e i segnali di stress sono rari, tranne per quanto riguarda le banche del settore pubblico in India che si stanno riprendendo da un periodo di prestiti diretti dal governo al settore energetico.

Anche la Cina sta registrando una crescita sana e il governo ha recentemente allentato la liquidità del sistema e ridotto le aliquote fiscali per i consumatori. La crescita è un po’ più lenta rispetto a quella degli ultimi anni, ma la situazione non è così negativa.

Riteniamo che i recenti sell-off sui mercati emergenti, in particolare per quanto riguarda le valute emergenti, siano stati eccessivi. Le valute emergenti sono decisamente a buon mercato, mentre le azioni di queste economie, nonostante la loro redditività di gran lunga migliore rispetto alla media e migliore dell’attuale redditività dei mercati sviluppati, sono scambiate al loro valore medio di lungo termine.

Il consenso del mercato concorda sul fatto che il dollaro continuerà a rafforzarsi. L’indice Citi Us Economic Surprise Index è in flessione dall’inizio dell’anno ed è ora in territorio negativo. Se questa tendenza dovesse continuare, il trend del dollaro è destinato a invertire la sua rotta e la pressione sugli asset dei mercati emergenti si allenterà.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
Advertisement