Meglio il mercato del credito europeo rispetto a quello Usa

“Il ciclo del credito Usa è troppo avanzato e più vulnerabile all’eventuale inversione in negativo della crescita americana”, sostengono Sander Bus e Victor Verberk, co-responsabili del team sul credito di Robeco

Il team del credito di Robeco ha identificato numerosi squilibri globali, che potrebbero durare anni o correggersi da un momento all’altro. Nel complesso, la ricerca di rendimento contribuisce ancora a fornire molta liquidità.

· Il ciclo del credito sta maturando ma, pur presentando diversi squilibri, non sembra ancora in fase di inversione
· Le valutazioni elevate non scontano più i fondamentali

Le valutazioni degli asset rischiosi sono elevate e gli squilibri globali sono molteplici, dall’azione perturbatrice delle banche centrali alla crescita senza precedenti del credito nei mercati emergenti. Ma è così che funzionano i mercati: possono rimanere compiacenti per anni. Inoltre, questi squilibri potrebbero degenerare o risolversi in qualsiasi momento e per qualsiasi motivo, in maniera del tutto inaspettata.

Dal punto di vista economico ci resta ancora un po’ di tempo, considerato che l’Europa è in piena fase di espansione. La Bce però rimane cauta nell’aumentare i tassi, non essendo fino a oggi riuscita a creare maggiori aspettative inflazionistiche, suo principale cruccio. L’attuale andamento del mercato del lavoro non giustifica la mancanza di inflazione e, visto che la crescita dei salari accelera inaspettatamente, c’è il forte rischio che prima o poi le banche centrali rimangano indietro.

Timori per la crescente disparità di reddito negli Usa
Negli Usa l’attuale fase di soft patch potrebbe rivelarsi transitoria. Una serie di indicatori chiave potenzialmente in grado di segnalare una debolezza economica ci stanno facendo preoccupare: la contrazione dei profitti e dei margini, l’appiattimento della curva e un ciclo di investimento molto debole evidenziano la vulnerabilità di questa espansione economica.

E abbiamo altri due motivi per essere preoccupati. Il primo è l’aumento della disparità di reddito negli Usa. Storicamente, i Paesi in grado di offrire pari opportunità invece che parità di risultati si sviluppano meglio delle economie in cui le divisioni tra fasce ricche e povere della popolazione restano costantemente più marcate. Questa sovrapproduzione di élite sembra essere diventata parte integrante della società Usa e potrebbe in parte spiegare il nostro secondo timore.

I prestiti subprime sono di nuovo in forte crescita. Le insolvenze legate a prestiti studenteschi, per l’acquisto di auto e per le carte di credito sono in aumento: per quanto riguarda i prestiti per l’acquisto di auto subprime, i livelli di insolvenza hanno raggiunto valori che non si erano più registrati dal 2007/2008. L’enorme ricchezza creata grazie al Quantitative Easing (Qe) è stata distribuita in maniera estremamente disuguale, tanto che oggi le famiglie a basso e medio reddito fanno fatica a ripagare i debiti contratti.

Sebbene la ripresa economica Usa resti inferiore alla media, la buona notizia è che gli utili sono in netto recupero, le banche sono ancora in utile e il mercato del lavoro è solido. Per ora non ci sono segnali di immediata recessione, ma prevediamo che nei prossimi due anni non si faranno attendere.

Posizionamento prudenziale e investimenti tattici
A questo ciclo non resta molto tempo, ma forse più di quanto pensassimo inizialmente. È dunque necessario investire con prudenza, perché il rischio di coda sui mercati dei capitali è già stato completamente scontato. A livello geografico, prediligiamo il mercato del credito europeo rispetto a quello statunitense: il ciclo del credito Usa è infatti troppo avanzato e più vulnerabile all’eventuale inversione in negativo della crescita americana.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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