Eurizon: “Meglio il mercato high yield europeo rispetto a quello americano”

Prosegue l’inchiesta di Fondi&Sicav sugli investimenti high yield bond denominati in dollari. Interviene il team High Yield Bond di Eurizon Capital SGR

Eurizon Asset Management CMYK

Il segmento degli high yield bond in Usd ha offerto rendimenti negativi agli investitori europei a causa dell’ascesa dello spread rispetto ai Treasury bond e della svalutazione del biglietto verde. A che punto è il trend negativo del comparto? L’ampliamento dello spread potrebbe continuare o è un buon momento per dedicare risorse a questi bond?

Dopo aver realizzato nel corso del 2017 una performance positiva e decisamente superiore alle aspettative degli operatori (+7.5% l’indice ICE BOFAML US high yield), il mercato Usa high Yield ha cominciato a mostrare a inizio 2018 i primi segnali di debolezza. Il pretesto per il movimento di correzione di inizio febbraio è stato fornito dalla repentina salita della volatilità, ma le cause più profonde di questo movimento sono da ricercarsi nel contesto macro americano. Rispetto all’Europa gli Stati Uniti si trovano in una fase più matura del ciclo del credito, nella quale le imprese hanno già iniziato da tempo a perseguire politiche più favorevoli per gli azionisti che per gli obbligazionisti. Dal punto di vista della politica monetaria la Fed ha rimosso da tempo lo stimolo monetario e la traiettoria di rialzo dei tassi è incorporata dal mercato. Per quanto riguarda i fattori tecnici il mercato ha sofferto a causa di grossi flussi in uscita dai fondi dedicati high yield. Nonostante queste note di cautela il comparto Usa Hy ha mostrato una buona tenuta a fronte della salita dei tassi governativi: la performance negativa dell’asset class in valuta locale è riconducibile esclusivamente alla salita dei tassi sottostanti mentre gli spread verso governativo sono rimasti invariati. Un’ulteriore risalita dei tassi sottostanti potrebbe però diventare un elemento di pressione per gli spread poiché il margine per compensare questi movimenti si è molto ridotto. Il ritorno dell’asset class per investitori non americani è stato ulteriormente penalizzato dalla svalutazione del biglietto verde e ciò ha provocato ulteriore disaffezione degli investitori non americani verso gli asset denominati in dollari. Il deflusso dal comparto in Usd era infatti già iniziato a causa dell’elevato costo di copertura dovuto agli ampi differenziali dei tassi. Per tutti questi fattori, sia fondamentali sia tecnici, continuiamo a preferire il mercato europeo high yield a quello americano.

Ritenete che i previsti incrementi del costo del denaro che saranno adottati dalla Fed nel corso dell’anno possano provocare anche un peggioramento dei rating e un rialzo delle percentuali di default tra gli emittenti HY Usa?

L’adozione da parte della Fed di un atteggiamento restrittivo della politica monetaria non ha finora avuto impatti né sui rating né sul livello e sulle aspettative di default delle case di rating. Al contrario i default hanno registrato ancora livelli in discesa vicino ai minimi storici. Analizzando il dettaglio dei numeri di default si riscontra che i fallimenti si sono ancora concentrati sui settori energia e materie prima, settori che hanno vissuto una profonda fase di ristrutturazione a partire dal 2015. Nonostante le società americane abbiano assecondato il ciclo del credito facendo un uso attivo della leva, le aspettative di default appaiono ancora basse e rassicuranti sulla tenuta di uno scenario benigno. Ci aspettiamo che a partire dal prossimo anno il tasso di default possa iniziare a salire ma in maniera molto composta e graduale.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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