Mercati emergenti, buone le prospettive per azioni e obbligazioni

“Dopo i forti rialzi dei corsi è, però, aumentato il rischio di correzioni degli stessi in particolare per le azioni”, commentano gli esperti di Raiffeisen Capital Management

PANORAMA GLOBALE – Prospettive ancora positive per azioni e obbligazioni dei mercati emergenti, aumentano però i rischi di contraccolpi

I dati economici confermano sempre più il quadro di una ripresa congiunturale mondiale relativamente ampia. Resta, tuttavia, ancora da vedere in quale misura è trainata da un’effettiva e persistente crescita della domanda da parte del consumatore o se è in prima linea una conseguenza dei massicci stimoli cinesi di circa dodici mesi fa. Ad ogni modo, dal 2005 la Cina contribuisce per il 50% alla crescita complessiva del credito globale. In un’economia mondiale sostanzialmente globalizzata, le ripercussioni di tale situazione non si limitano solo alla Cina.

Complessivamente, le prospettive per le azioni e le obbligazioni degli emerging markets continuano a rimanere positive. Dopo i forti rialzi dei corsi è, però, aumentato il rischio di correzioni degli stessi in particolare per le azioni. Ciò vale sia per i mercati sviluppati sia per i paesi emergenti.

RUSSIA – Il forte calo del reddito reale frena l’economia

Nel 2016 l’economia russa ha subito una contrazione inferiore a quanto temuto, soltanto dello 0,2% contro lo 0,5% previsto. Nel 2017 potrebbe crescere di nuovo dell’1% circa. Sia i dati relativi alla produzione industriale sia quelli relativi alle vendite al dettaglio a gennaio hanno superato le aspettative e l’indice dei direttori d’acquisto ha registrato il livello più alto degli ultimi otto anni. Sembra addirittura che l’economia abbia iniziato a salire leggermente già dal secondo trimestre del 2016 in poi. Ciò è in ogni caso dovuto in parte a un adeguamento statistico – la spesa per attrezzature militari e armi ora viene considerata maggiormente nel calcolo della performance economica. Nonostante una dipendenza tuttora forte dalle esportazioni di materie prime, iniziano a farsi vedere anche gli effetti di una diversificazione dell’economia. L’anno scorso, l’industria chimica, l’agricoltura e l’ingegneria meccanica sono cresciute tutte più dell’estrazione di petrolio e gas. La sostituzione in parte inevitabile dei prodotti stranieri con i prodotti locali ha, inoltre, fatto sì che l’andamento dei prezzi nel paese adesso venga influenzato meno dalle variazioni del cambio del rublo rispetto al passato. Insieme a una politica fiscale disciplinata e a una politica monetaria restrittiva della Banca centrale ciò ha determinato un forte calo dell’inflazione in Russia e con il 5,0% registrato ha raggiunto il livello più basso da quasi cinque anni.

CE3 – Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria – Buone prospettive economiche per i paesi CE3

L’economia polacca ha registrato un incremento sorprendentemente forte nel quarto trimestre del 2016. Rispetto al terzo trimestre, il Pil è cresciuto addirittura del 7% – il più forte aumento da nove anni a questa parte. Sia la produzione industriale, sia l’attività edilizia, sia il commercio al dettaglio hanno registrato una forte espansione. Inoltre, i dati relativi alla crescita nel terzo trimestre sono stati rivisti significativamente al rialzo. Al contrario, in Ungheria è rallentata l’espansione economica, soprattutto a causa di un settore edile abbastanza debole. Contemporaneamente, l’inflazione è salita al 2,3%. In Repubblica Ceca hanno nuovamente deluso i dati congiunturali. La debole crescita registrata già nel terzo trimestre è proseguita anche nel quarto trimestre.
Il mercato azionario polacco ha reagito ai solidi dati di crescita con forti rialzi dei corsi; l’indice WIG20 di Varsavia è salito di oltre il 6%. Le azioni ceche hanno guadagnato il 2% circa, mentre la Borsa di Budapest, contrariamente al trend generale, ha leggermente ceduto (- 1,3%).

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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