Mercati emergenti in discesa

Aggiornamento mensile sui mercati emergenti globali di Aberdeen

a cura di Stefania Basso

Traiettoria al ribasso a maggio per i titoli azionari dei mercati emergenti dopo i risultati positivi di aprile. La fiducia è stata in parte intaccata dall’incombente prospettiva di normalizzazione della politica monetaria negli Stati Uniti, che ha spinto il dollaro al rialzo contro diverse valute dei mercati emergenti. L’incertezza sul futuro della Grecia nell’Eurozona ha fatto aumentare ulteriormente la volatilità del mercato.

I titoli cinesi sono scesi dopo i forti guadagni degli ultimi mesi. Gli investitori hanno temuto la stretta della liquidità e i requisiti più rigorosi sulle negoziazioni di margine. Con il raffreddamento ulteriore dell’economia, aumentano le aspettative di adozione di maggiori stimoli da parte di Pechino, nonostante il taglio dei tassi di interesse per la terza volta in sei mesi.

Anche il Brasile, outperfomer a sorpresa del mese scorso, è sceso per le preoccupazioni sull’aggravarsi del rallentamento. Anche se la crescita del pil del primo trimestre è calata meno delle attese, l’inflazione è rimasta elevata e l’aumento della disoccupazione ha intaccato i consumi interni. La Banca centrale ha alzato i tassi di 50 punti base portandoli al 13,75% per fronteggiare l’inflazione. Per raggiungere l’obiettivo di bilancio il Governo sta tagliando anche le spese e aumentando le tasse per le istituzioni finanziarie.

Il Sud Africa e la Polonia sono i paesi che hanno performato peggio in Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA). Il Sud Africa è sceso per l’indebolimento dell’outlook economico sulla scia dell’aumento dei disoccupati e del rallentamento della crescita. I titoli in Polonia sono stati colpiti dai risultati delle elezioni. Bronislaw Komorowski, capo dello Stato uscente, ha ottenuto solo il 47% delle preferenze, sconfitto al candidato nazionalista conservatore Andzrej Duda. L’economia interna ha continuato a crescere anche durante la crisi finanziaria globale ma gli elettori hanno mostrato una crescente insoddisfazione dato che il progresso economico non è riuscito a dare beneficio alle masse. La vittoria di Duda ha creato qualche incertezza alle aziende a causa delle sue politiche populiste.

Sono previste esplosioni di volatilità in attesa del rialzo dei tassi da parte della Fed. Dati economici misti degli USA hanno messo in dubbio la tempistica della manovra ma l’eventuale rialzo innescherà qualche deflusso di capitale dai mercati emergenti. La notizia positiva è che i mercati hanno già prezzato il possibile aumento dei tassi, quindi la volatilità sarà meno forte rispetto al periodo che ha preceduto la progressiva riduzione della Fed degli acquisti di attivi (tapering) nel 2013. Nello stesso tempo, l’abbassamento dei prezzi del petrolio e la minaccia delle pressioni deflazionistiche hanno portato molte altre banche centrali dei paesi maturi a mantenere politiche accomodanti al fine di stimolare la crescita.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.