Mercati in attesa

La volatilita’ apprezzata sui mercati finanziari la scorsa settimana e’ stata elevata e segue la scia di una tendenza che quasi da un anno a questa parte l’ha vista spezzare livelli di minimo storico. Fxcm

Non c’è perciò da stupirsi se su base giornaliera assistiamo ad escursioni di prezzo che rientrano nella media storica per ciascuno strumento finanziario e che spesso sovraperformano tale valore, consentendo così ai trader intraday di poter cogliere ampie opportunità di profitto laddove aumentano anche specularmente i rischi che vanno ponderati e contenuti attraverso l’utilizzo di opportuni schemi di protezione quali la scelta della giusta size in primis e l’inderogabile immissione dello stop loss in secondo luogo. Tali spunti di riflessione sorgono sulla base di una settimana, quella che ci apprestiamo a vivere, che dal punto di vista dei market mover risulta tra le più scarne del recente passato e che dunque difetta di un vero propulsore in grado di spingere i mercati verso forti strappi e condurre dunque ai famosi breakout della volatilità forieri di direzionalità. Ciò non vuol dire che queste caratteristiche non potranno palesarsi comunque a fronte di livelli tecnici che potranno essere violati e che quindi potranno far scattare ordini importanti, ma significa che ciò è meno probabile da un punto di vista statistico, concetto che poi rappresenta il fondamento di ogni logica di trading.

La giornata di ieri in tal senso è stata piuttosto emblematica e non ci ha regalato movimenti degni di nota e verosimilmente quella di oggi potrà in qualche modo emularla sebbene valga la pena focalizzare l’attenzione su qualche spunto rilevante. In primo luogo, poche ore fa sono state rilasciate le Minute della Reserve Bank of Australia che (tanto per cambiare) hanno reiterato sul fatto che un dollaro australiano più debole favorirebbe l’economia del paese, indebolita dall’importante calo del prezzo delle materie prime. E’ apparso velato infatti un certo tono di preoccupazione infatti per quelle che sono le prospettive di crescita, l’occupazione e il lato investimenti sia nel settore minerario che non. Ancora, nel documento è riportato che i tassi di interesse attuali vengono ritenuti appropriati per questo momento storico laddove però è apparso in qualche modo che l’istituto centrale oceanico non ritenga che una politica monetaria espansiva (quindi un taglio dei tassi) possa risultare efficacia per rilanciare la domanda. Le aspettative in tal senso, che pure nelle ultime settimane si sono costituite, appaiono dunque sedate anche se le reazioni del mercato sono state piuttosto tiepide in relazione a un raffreddamento sul fronte di ritocco della leva tasso di interesse: il cambio AudUsd è infatti ulteriormente sceso dopo gli storni di inizio settimana andando a rimettere in discussione la soglia di 0,77 e lasciando paventare, da grafico daily, la possibilità dunque di estensione verso i livelli di minimo che comunque andrà studiata nel dettaglio sui livelli tecnici di breve.

Il calendario macroeconomico ci riserverà questa mattina lo ZEW tedesco e quello dell’Eurozona nel suo complesso, mentre nel pomeriggio la release di maggior rilievo appare quella sulle Vendite all’Ingrosso del Canada: sul primo fronte è difficile attendersi reazioni volatili da parte dell’Eurodollaro mentre sul secondo è verosimile che il dollaro canadese continui a mostrare la sua grande reattività di fronte alle pubblicazioni macro e che magari prosegua sull’onda di dati positivi in grado dunque di portare a rafforzamenti ulteriori di Cad e discese dunque del cambio UsdCad. Per quanto però le dinamiche macro delle varie aree economiche di riferimento possano impattare sulle singole valute, è opportuno ricordare come il dollaro-centrismo che ha caratterizzato il mercato fino a venerdì sia ancora presente e come dunque possa tornare a manifestarsi per portare a flussi univoci di dollaro in grado di muovere all’unisono i cambi originali. E al momento, naturalmente, il biglietto verde mantiene un’indubbia posizione di forza che fa prevalere l’idea che esso possa tornare a rafforzarsi diffusamente nei confronti delle altre divise.