Mercati volatili ma potenzialmente favorevoli

La volatilita’ sui mercati finanziari si conferma altissima e i movimenti della settimana appena trascorsa lo hanno mostrato in maniera emblematica

In particolare, le tendenze che hanno guidato i prezzi negli ultimi mesi hanno vissuto delle significative correzioni: ci riferiamo naturalmente alla forza del dollaro americano e a quella del mercato azionario – a cui possiamo aggiungere le rotture rialziste del petrolio – laddove invece l’obbligazionario è rimasto sostenuto (con rendimenti che anche su lunghe scadenze iniziano essere negativi come dimostrano il Bund tedesco e la Svizzera che ha collocato titoli a 10 anni a tassi negativi) e materie prime quali l’oro che difettano di dinamiche in grado di guidarne i prezzi. Fragorose in particolare sono state le vendite di azionario europeo, con il Dax nello specifico che nel giro di 5 giorni di contrattazioni ha perso oltre 700 punti dai massimi storici a 12.400 punti ed il FTSE MIB, deprezzatosi di 1000 punti.

Nessun propulsore macroeconomico tuttavia spiega la portata di tali movimenti, se non logiche operative riferite all’alleggerimento di posizioni long strutturali di equity di lunghissimo periodo da parte degli istituzionali a fronte di preoccupazione degli scenari internazionali (la Grecia resta una questione ancora estremamente spinosa). Ampie anche le vendite di biglietto verde, con l’eurodollaro – per nulla condizionato dalle comunicazioni BCE che di fatto non hanno introdotto elementi di novità- in grado di recuperare oltre 3 figure dai minimi di chiusura della settimana scorsa ma che in area 1,09 potrebbe già far ravvisare le condizioni tecniche per nuove vendite.

La sessione asiatica si è dimostrata abbastanza controversa sul fronte direzionalità ma ben volatile, con il Nikkei prima in salita e poi in ripiegamento (una volta incontrate le resistenze di breve periodo), così come il dollaro australiano ed il petrolio, con quest’ultimo in grado per ora di mantenere i guadagni messi a segno nella notte che hanno accompagnato i prezzi verso i target di 58.50/59.00 ipotizzati venerdì e sfiorati per il momento dalle quotazioni. Non avremo dati particolarmente importanti per quanto concerne la giornata di oggi, continuiamo a seguire le logiche dollaro-centriche che stanno muovendo i flussi di investimento, lasciando aperte le porte a diversi scenari sugli azionari. Potrebbero infatti verificarsi sia tentativi di ripartenza dei listini, che se dovessero avvenire ci porterebbero comunque a studiare le resistenze di breve periodo per valutare eventuali possibilità di vendita (con potenziali valutazioni di posizionamenti lunghi oltre certi livelli, non escludiamo infatti che possano verificarsi ripartenze di medio periodo che se dovessero avvenire già da oggi dovranno a nostro parere essere valutate anche dal punto di vista operativo), sia potenziali continuazioni delle prese di profitto, da seguire soprattutto utilizzando il Dax come benchmark.