Se mercato in crisi, Bce non potrà comprare abbastanza debito di Stato italiano

Russell Silberston, portfolio manager del team Multi-Asset di Investec Asset Management, risponde all’inchiesta di Fondi&Sicav sulle prospettive dei tassi e rendimenti dei government bond, dopo la vittoria di Trump negli Usa

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Dopo la vittoria di Trump, le attese per un’accelerazione del processo di normalizzazione della politica monetaria ultraespansiva negli Usa hanno fatto impennare i rendimenti dei treasury bond decennali al 2%. Cosa vi aspettate per il 2017 e quale potrebbe essere, a vostro giudizio, l’asset allocation della componente obbligazionaria adatta al nuovo scenario?

L’outlook della Federal Reserve americana dipende ormai da diversi mesi dai dati macro e ci aspettiamo che ciò continui. Nel breve periodo, sarà fondamentale capire se alla Fed faranno previsioni su ciò che una politica fiscale più morbida possa comportare prima che questa sia effettivamente attuata; di solito le banche centrali non fanno supposizioni sulle politiche del governo, ma agiscono solo in base a politiche già applicate. Con ogni probabilità, quindi, il Federal Open Market Committee potrebbe aspettare di avere maggiori informazioni sui piani del neopresidente Trump prima di cambiare drasticamente le proprie previsioni.
Visto che il mercato si aspetta al 100% un aumento dei tassi a dicembre, ci sono chiare probabilità di rischi di ribasso. Oltre il breve termine, dal momento che i tassi di interesse a termine (previsione tassi a 5 anni tra 5 anni) sono già al 3%, l’outlook dipende da quando il neopresidente saprà realmente incrementare il trend del tasso di crescita e di conseguenza il tasso di interesse “neutrale”. Se non ci riesce, i buoni del Tesoro a lungo termine al 3% sembrano molto interessanti.

In Europa, nonostante gli acquisti di titoli di stato operati dalla Bce, gli effetti si sono fatti sentire sui rendimenti dei titoli di stato periferici. Il rendimento del Btp decennale è schizzato al 2% in poche sedute. Come valutate il mercato dei government bond europei? La Bce riuscirà ancora a pilotarne i rendimenti o l’onda d’urto proveniente dagli Usa sarà più forte di Draghi?

Dopo gli esiti a sorpresa di Trump e Brexit, il mercato sta cominciando a pensare che il voto dei populisti può in qualche modo minacciare il collante politico che tiene unita l’Eurozona.
Questo ha prodotto un aumento dei rendimenti in diversi mercati obbligazionari dell’Eurozona, nonostante il continuo acquisto di bond da parte della Banca centrale europea. Pensiamo che la situazione rimarrà tale a meno di un cambiamento sostanziale nella retorica della Banca. Nonostante il discorso di Mario Draghi del “a qualsiasi costo” pronunciato nel 2012, crediamo che la Bce non potrà mai comprare abbastanza debito di stato italiano se il mercato va realmente in crisi. Perché? Perché il piano Outright Monetary Transactions era una soluzione contingente in caso di “visita” da parte della Troika, condizione che sembra insostenibile nell’attuale contesto politico europeo. Speriamo quindi di non doverlo mai scoprire.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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