Intervista a Daniele Vadori, Director – Head of Equity Investments di Finint Investments SGR

L’equity Usa continua a battere nuovi record e non sembra dare molto peso alla crescita dell’inflazione e al rallentamento della crescita del Pil registrato nel terzo trimestre. Qual è la vostra view sul futuro a medio termine di Wall Street?
Daniele Vadori

La crescita economica americana continua a essere solida a dispetto del dato del terzo trimestre che incorpora i ritardi nel recupero di specifici settori principalmente a causa dei rallentamenti negli approvvigionamenti relativi alle catene del valore.
La domanda rimane consistente e così la liquidità generale nel sistema garantita dalle politiche della FED, anche con le recenti riduzioni nei programmi d’acquisto.

Il mercato azionario americano continua, anche in questo contesto, ad essere il più interessante in termini di rendimenti aggiustati per il rischio quando confrontato con gli altri principali mercati azionari internazionali e le alternative opportunità in ambito obbligazionario.

Ci aspettiamo che questo assetto rimanga valido anche per il prossimo futuro anche se dovrà cambiare l’approccio al monitoraggio degli investimenti in quanto l’evoluzione delle variabili in atto rende la situazione attuale più in divenire rispetto al recente passato e potrebbe comportare possibili momenti di volatilità nel corso dei prossimi trimestri.

Molto dipenderà dal rispetto del timing previsto per la risoluzione delle attuali criticità, a partire dal tema della normalizzazione dell’inflazione e del ripristino delle supply chains passando attraverso le corrispondenti azioni della Fed in tema di rialzo dei tassi senza dimenticare l’eventuale impatto dell’aumento della tassazione sulle attività finanziarie previsto dall’attuale amministrazione: un percorso organico tra questi fattori dovrebbe garantire un’altrettanta crescita dei corsi azionari anche per il prossimo anno, seppur con aspettative più normalizzate in magnitudo a livello generale di mercato rispetto al recente passato.

Quali scelte di asset allocation state adottando per costruire i vostri portafogli focalizzati sull’azionario Usa in questa fase di mercato?

Stiamo assistendo in questa fase a un cambio di paradigma per l’asset allocation nel comparto, dove se prima era possibile attuare investimenti generalizzati sul mercato per trarre benefici in termini di perfomance è ora necessario adottare un approccio più selettivo e dinamico nel tempo, anche in ottica long short.

Le trimestrali hanno dato la riprova della forza relativa di molti settori su cui continuiamo a rimanere positivi, come l’high tech e il settore finanziario, anche se con aspettative diverse (più da crescita organica) in termini di performance per il prossimo anno.

Rimaniamo altrettanto positivi anche nei settori del commercio al dettaglio, alimentare in primis e guardiamo con interesse al settore real-estate soprattutto in relazione alle tematiche di riconversione energetica per le quali ci aspettiamo che il sostegno da parte delle politiche governative possa garantire agli operatori del settore risultati economici interessanti.

Non ultimo riteniamo che i graduali ripristini delle supply chain possano riportare interesse nei settori più colpiti dal fenomeno, come l’automotive, dove la domanda ha continuato ad essere forte nonostante il caro prezzi e i rallentamenti nelle consegne, con particolare attenzione per quelle aziende che stanno mostrando grande sforzo di innovazione per allinearsi alla competizione nel mercato della mobilità autonoma ed elettrica.