Messico, non intervento banca centrale per ripresa lenta

a cura di Stefania Basso

Secondo Fernando J. Losada, Senior Economist-Latin America Research di AB, prima di intervenire sui tassi la banca centrale messicana aspetta le mosse della Fed

L’economia messicana è rallentata nel primo trimestre, crescendo solo dello 0,4%, dato aggiustato per i valori stagionali, nel periodo gennaio-marzo rispetto al trimestre precedente. L’attività primaria ha registrato +3,0% mentre i servizi sono cresciuti dello 0,5% e l’attività industriale è scesa dello 0,2%.

Dall’analisi più attenta del rapporto emerge che il settore agricolo ha performato positivamente, in crescita del 6,8% trimestre su trimestre. Anche il settore dei servizi – in particolare trasporti e commercio – ha registrato una performance solida anche se non stellare. Il settore industriale, invece, continua a impattare negativamente sull’attività generale, con l’indebolimento concentrato nell’industria petrolifera. Il dato in aggregato segna un incremento del pil del 2,5% anno su anno. La comparazione infrannuale indica inoltre che il settore primario ha guidato il rialzo al 6,8%, seguito dai servizi al 2,9% e dall’attività secondaria all’1,5%. I mercati prevedono una crescita del pil sotto il 3% quest’anno. La banca centrale ha corretto al ribasso le proiezioni di crescita.

Dal recente rapporto della Banca centrale emerge che i rischi di inflazione appaiono contenuti allo stato attuale. Il deprezzamento della valuta sembra ampiamente legato al calo dei prezzi del petrolio e alle aspettative del mercato circa l’inizio a breve della normalizzazione della politica monetaria americana della Fed. Secondo quest’ultima l’inflazione quest’anno è scesa anche per l’abbassamento dei prezzi delle telecomunicazioni e dell’energia. Secondo i membri di politica monetaria l’indebolimento dell’attività economica del primo trimestre si deve principalmente al rallentamento della domanda estera e a solo un leggero miglioramento della domanda interna. L’incertezza sull’inizio del ciclo di rialzo dei tassi da parte della Fed, i prezzi delle commodity e la situazione greca hanno poi contribuito alla volatilità del mercato.

La banca centrale messicana non ha cambiato le previsioni sull’inflazione, con il dato nominale pari a circa il 3% quest’anno e l’inflazione “core” poco al di sotto. La stima del dato primario e “core” è pari al 3% per il 2016. I rischi al rialzo per l’inflazione sono associati al tasso di cambio mentre i rischi al ribasso sono legati alle maggiori riduzioni dei prezzi delle telecomunicazioni e dell’energia e al possibile apprezzamento del peso. L’outlook di crescita invece può essere influenzato dal contesto estero, come l’indebolimento della domanda USA, che ha portato la banca centrale a tagliare le proiezioni del pil 2015 al 2-3% rispetto al preliminare 2,3%-3,5%. Per il 2016 la proiezione è scesa al 2,5%-3,5% dal 2,9%-3,9%. La banca ha inoltre corretto le aspettative sulla creazione dei nuovi posti di lavoro. L’attuale stima è pari a 580.000-680.000 nuovi posti di lavoro nel 2015 e 600.000-700.000 nel 2016.

I membri di politica monetaria hanno inoltre espresso la necessità di sviluppare fonti di crescita interna per rendere il Messico meno dipendente dall’attività economica degli USA e dai prezzi del petrolio.

La banca centrale messicana stima che il disavanzo di conto corrente sarà intorno a 27,7 miliardi di USD (2,3% del pil) quest’anno, 1 miliardo di USD in meno rispetto alla stima preliminare e 29,7 miliardi di USD nel 2016 (2,3% del pil), in calo di 2 miliardi di USD rispetto alla stima preliminare.

La banca centrale non sembra aver fretta di aumentare i tassi di interesse stando alla correzione al ribasso della crescita e al messaggio di inflazione stabile. La banca messicana non interverrà prima della Fed a patto che il peso non subisca un forte e improvviso indebolimento.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.