Messico, una buona alternativa agli Usa

A cura di Rocki Gialanella

L’attuale momento di forza dell’economia statunitense non può che trasformarsi in una buona notizia per il Messico, l’EM più somigliante ad un paese industrializzato, dotato di un buon profilo creditizio e un trend ascendente della crescita

Come se si trattasse di un satellite, il Messico ruota continuamente intorno agli Stati Uniti. Nel nutrito gruppo dei mercati emergenti, il gigante centroamericano è un paese pieno di contrasti che possiede la struttura economica più somigliante a quella di un paese industrializzato. Il profilo creditizio messicano, caratterizzato da livelli di affidabilità solidi, supporta questa considerazione.

Per fare un esempio, Moody’s e Standard and Poor’s hanno dato ai titoli di debito governativi messicani una valutazione superiore a quella stabilita per i pari grado irlandesi, italiani e spagnoli. Il motivo alla base di questa scelta è la garanzia offerta da una politica fiscale prudente, che ha permesso alle autorità locali di mantenere il ratio debito/Pil al di sotto del 50%. Un altro punto a favore del Messico è l’adozione, da parte della sua Banca centrale (Banxico), di una lunga tradizione di politica monetaria costante e credibile che consente di mantenere l’inflazione sotto controllo e dare stabilità alla divisa.

I principali organismi internazionali si aspettano un consolidamento della crescita dell’economia messicana al di sopra del 3% nel prossimo biennio. Un tasso che sarà motivato e alimentato dalla ripresa degli Stati Uniti. La prevista crescita del settore industriale statunitense dovrebbe fornire un valido impulso all’attività manifatturiera messicana.

Gli esperti credono che l’accelerazione dell’economia nordamericana sarà sufficiente a compensare l’effetto negativo imputabile al taglio alla spesa pubblica già deciso dal Governo guidato da Enrique Peña Nieto. Se questo scenario si materializzerà, la riduzione della spesa pubblica potrebbe tradursi in ulteriori miglioramenti del rating del debito (dopo quelli registrati nel 2014). Il miglioramento dell’affidabilità creditizia è stato il fattore all’origine del rafforzamento del peso messicano nel corso del 2014.

Lo scenario messicano è cambiato molto dopo la crisi del peso del 1994. Da allora, il Banxico ha adottato una politica monetaria equilibrata che ha consentito di mantenere l’inflazione sotto il target inflation (fissato al 3%). La politica fiscale e quella monetaria stanno continuando a tenere conto dei parametri fissati a metà degli anni novanta. Se gli investitori possono stare relativamente tranquilli in merito alla solidità del debito pubblico locale, lo stesso non può dirsi del mercato azionario, che è cresciuto tanto negli ultimi anni. Negli ultimi dodici mesi la rivalutazione è stata del 15%. Attualmente, l’indice della Borsa messicana è superiore di 10 punti rispetto alla media storica.

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.