Minute ultima riunione Fed

Aggiornamento sui mercati e agenda macro a cura di UniCredit

Secondo le minute dell’ultima riunione, quasi tutti i partecipanti al comitato di politica monetaria della Federal Reserve del 13-14 dicembre hanno espresso la convinzione che l’economia Usa possa crescere più rapidamente grazie al programma di tagli fiscali promessi da Trump e molti hanno prospettato un percorso di rialzi del costo del denaro più veloce. D’altra parte, gli esponenti del Fomc hanno anche sottolineato come la realizzazione dei piani del Presidente eletto Usa sia tutt’altro che garantita e presenti elementi di incertezza.

Agenda macro
In Eurozona sono oggi in arrivo i prezzi alla produzione riferiti a novembre. L’attenzione si concentrerà però sui dati in arrivo negli Usa sulla statistica mensile Adp relativa agli occupati del settore privato, che anticipa quella onnicomprensiva sugli occupati non agricoli prevista domani. Per quanto riguarda il dato odierno, le attese prospettano una crescita di 170.000 posti di lavoro nel settore privato Usa a dicembre, dopo il balzo di 216.000 segnati a novembre, rivelatosi decisamente superiore alle attese. Sempre da oltreoceano, in arrivo anche le letture finali del Pmi servizi e del composito di dicembre a cura di Markit e il Pmi non manifatturiero Ism.

Cina: sale PMI servizi
La crescita dell’attività dei servizi in Cina è salita al ritmo più intenso in 17 mesi a dicembre, secondo il Pmi servizi a cura di Markit/Caixin, che si aggiunge ai segnali di ritrovato slancio restituiti dalla seconda economia mondiale in questo inizio d’anno. L’indice dei servizi è salito a 53,4 pts da 53,1 a novembre, restando oltre la soglia 50, spartiacque tra crescita e contrazione, e toccando il picco da luglio 2015.

Petrolio poco mosso stamane
Greggio in frazionale calo a USD53,20 al barile per i dubbi degli addetti ai lavori relativi alla piena realizzazione del piano di tagli alla produzione promesso dai membri Opec e da altri paesi esportatori, anche se le vendite record di auto negli Usa e la discesa delle scorte americane rilevate dall’American Petroleum Institute offrono supporto ai prezzi.

Eur/Usd a 1,055
Dollaro in ulteriore rintracciamento dal picco da fine 2002 contro il paniere di valute principali, con gli investitori attratti dalle prese di profitto sui guadagni degli ultimi 2 mesi di un rally iniziato dopo la vittoria di Trump alle presidenziali Usa. Alcuni investitori preferiscono chiudere le loro puntate sul dollaro, in vista della conferenza stampa annunciata dal presidente eletto per l’11 gennaio, ormai a pochi giorni dall’insediamento.

Advertisement