Miti che ostacolano un finale felice per la crisi ellenica

A cura di Rocki Gialanella

Il Financial Times ha recentemente sostenuto che molte delle ipotesi formulate per spiegare la crisi di Atene inglobano piu’ miti che realta’. Analizziamo sei di questi miti

Sono molte le ipotesi messe a punto per provare a spiegare cause e conseguenze della crisi ellenica: i greci hanno falsato i conti pubblici, la Germania si è concentrata solo sui benefici per le sue imprese e banche, Atene starebbe molto meglio con la Dracma, l’eurozona sarebbe molto più forte senza la Grecia, e così via.

1) Un’ipotetica uscita della Grecia dall’euro sarebbe buona per l’eurozona: una volta che un paese aderisce all’euro non può più staccarsene. Se Atene dovesse abbandonare la divisa unica questa irrevocabilità sparirebbe ed ogni crisi all’interno dell’eurozona subirebbe un’amplificazione a causa delle speculazioni o rumors su potenziali abbandoni di altri stati membri.

2) L’uscita dall’eurozona aiuterebbe la Grecia: molti credono che il ritorno alla dracma darebbe la spinta necessaria ad alcuni settori dell’economia e che tale processo sia esente da sofferenze. Un ritorno alla dracma comporterebbe controlli sui capitali, insolvenze a catena, fine del flusso di investimenti stranieri nel breve termine e l’avvio di una lunga fase di turbolenze politiche.

3) La situazione attuale è colpa della Grecia: nessuno ha obbligato i creditori di Atene a prestare denaro alla Grecia. I primi a subire il default del debito ellenico sono stati gli investitori privati. Ora è il turno del settore pubblico, che ha deciso di togliere tale esposizione dal groppone delle banche private per accollarsene il peso.

4) Atene non ha fatto nulla per migliorare la situazione in cui versa: il Governo greco ha ridotto del 12% il suo rapporto deficit/Pil negli ultimi anni per riuscire a centrare il surplus primario tanto decantato dalle istituzione internazionali. La bilancia delle partite correnti è passata da un deficit del 14,9 sul Pil nel 2008 ad un piccolo surplus.

5) Atene restituirà tutto il suo debito: questo mito è legato alle difficoltà che i creditori incontrano nel riconoscere che una parte dei propri investimenti ha subito delle perdite. La Grecia non è in grado di dedicare i prossimi decenni a pagare montagne di debito che non dovevano mai essere state contratte.

6) L’insolvenza del debito implica l’uscita di Atene dall’eurozona: se il default della Grecia implicasse un suo abbandono dell’eurozona, la BCE dovrebbe smettere di agire come prestatore di ultima istanza con le banche greche. D’altronde, anche la Fed dei presunti miracoli continua a finanziare le banche di Detroit dopo il fallimento dichiarato dalla città.

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.