Natixis IM: “La sostenibilità per affrontare sfide enormi e globali”

Barbara Galliano, Deputy Country Head, Managing Director, Head of Retail Distribution Natixis Investment Managers Italia

All’interno di uno scenario che si presenta complesso e con diverse criticità, la sostenibilità quanto è ancora importante?

“E’ un tema che travalica specifici scenari. Si tratta di un trend che è diventato una realtà ed è irreversibile perché dobbiamo affrontare sfide enormi e globali, che riguardano diseguaglianze, ridistribuzione, recupero di un ambiente alterato e necessità di perseguire obiettivi ben chiari per quanto riguarda la politica di neutralità climatica. L’Europa, in tale ambito, è all’avanguardia e lo testimonia anche l’attenzione alla direzione degli investimenti e la raccolta registrata per le soluzioni di investimento sostenibile. I governi stessi stanno dimostrando un’elevata sensibilità al tema che viene declinato all’interno di politiche che riguardano i piani di crescita, con ricadute sulle aziende e sulla comunità nel suo complesso. Pensiamo al Green Deal europeo, i Pnrr nazionali e alla presa di coscienza di una necessaria accelerazione nell’ambito del RePowerEu, incentrato sull’indipendenza energetica del continente. Come consumatori saremo, in qualche modo, sempre più portati ad avere un’attenzione particolare alle fonti di energia utilizzata e all’efficientamento dei consumi, verso i quali sarà necessario avere maggior rigore”.

Quindi la sostenibilità, come obiettivo da perseguire, esce ancor più rafforzata da questa fase?

“Scenari di crisi suscitano una riflessione che ovviamente non riguarda solo la componente energetica, bensì un modello di crescita nel suo complesso. Pensiamo alla globalizzazione e alle attuali spinte verso una regionalizzazione e re-internalizzazione delle attività, che potrebbe voler dire maggiore controllo sulle catene di produzione. Il “reshoring” in sé non deve necessariamente essere considerato in modo negativo, perché (ri)crea nuovi posti di lavoro in loco, mitiga i rischi connessi alla delocalizzazione e a lunghe catene di approvvigionamento. I nostri gestori Esg vedono nell’analisi extra finanziaria un modo per valutare in modo onnicomprensivo rischi che afferiscono all’ambito sociale, al rapporto con le comunità e all’ambiente e che possono impattare gli investimenti. Alcuni gestori come Mirova, che da sempre sono dedicati in modo esclusivo a investimenti che mettono al centro obiettivi di sostenibilità, hanno sviluppato specifiche competenze per identificare le aziende in grado di trarre vantaggio o contribuire alle transizioni in atto”.

Pensa che il ripensamento della globalizzazione possa avere un impatto economico negativo?

“Crediamo che la globalizzazione cambierà quelle che sono le sue connotazioni, ma ciò non sarà necessariamente negativo per il tessuto economico. Ci sarà un mutamento nell’ambito manifatturiero, con degli effetti però benefici per la possibilità di raggiungere l’indipendenza all’interno di determinati processi produttivi o ambiti strategici, la situazione sarà forse più complessa nell’ambito dei servizi dove è difficile porre dei confini al tipo di attività che viene svolta”.

Negli ultimi anni abbiamo anche visto crescere, all’interno dei prodotti di investimento, le strategie tematiche. Pensate che sia un trend ancora valido da proporre? Ravvisate qualche cambiamento?

“La validità dell’investimento tematico rimane inalterata perché i trend sottostanti hanno un perimetro globale, trascendono i settori e le aree geografiche, con delle valenze pervasive che vanno al di là delle mode. Riguardano i modelli di consumo che, come si può constatare, stanno cambiando e si basano sempre più sull’utilizzo e non sul possesso dei prodotti, la salute e il benessere degli individui, aspetti questi diventati più sensibili dallo scoppio della pandemia, e la sicurezza, sempre più importante per la vita delle aziende, dei singoli individui ma anche degli stati, sia nel mondo fisico, sia in quello digitale. Ecco, quelle che ho citato sono tendenze che trascendono i cicli economici e quindi anche gli scenari di breve termine proprio per il loro carattere inarrestabile e la loro vocazione di lungo periodo”.

Non trova che il mercato, di recente, non abbia premiato queste strategie?

“Ci sono situazioni contingenti che possono essere penalizzanti rispetto a determinate esposizioni ma, dal punto di vista di un investitore che abbia un adeguato orizzonte temporale, una piena consapevolezza del rischio e si affidi a esperti nella gestione di strategie tematiche, vi è la possibilità di beneficiare di potenzialità superiori alla crescita globale. I nostri gestori di Thematics, ad esempio, hanno storicamente identificato alcuni temi (e.g.: acqua, sicurezza, benessere, automazione – intelligenza artificiale) che evidenziano chiare opportunità con tassi di crescita annui che vanno dal 7% al 17%. Dal lato investitore, inoltre, è interessante come l’insieme di questi temi conferisca, sul lungo periodo, maggiore robustezza al portafoglio, grazie alla diversificazione. Non bisogna quindi preoccuparsi se ci possono essere delle momentanee oscillazioni nei prezzi, di per sé connaturate all’investimento azionario, ma è importante mantenere una certa coerenza nei confronti di una costruzione di portafoglio eseguita con l’aiuto del proprio consulente in considerazione dei propri orizzonti e obiettivi”.