Nessuna mossa avventata dalla Bce

Andrew Wells, Global Chief Investment Officer Obbligazionario di Fidelity Worldwide Investment commenta il programma di quantitative easing della Banca Centrale Europea

“A gennaio il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE) aveva annunciato l’introduzione di un vasto programma di acquisto di asset, per un ammontare di 60 miliardi di euro al mese, che sarebbe partito a marzo 2015 protraendosi almeno fino a settembre 2016. La settimana scorsa, la BCE ha dichiarato di avere raggiunto il primo traguardo mensile previsto dal Quantitative Easing (QE). L’introduzione del QE da parte della Banca Centrale Europea è stata attesa a lungo e, naturalmente, quando il programma è divenuto realtà la reazione degli investitori non si è fatta attendere.

La prima conseguenza è stata il forte apprezzamento che hanno registrato le obbligazioni sui mercati europei, con i rendimenti, soprattutto sui titoli a breve termine, che sono scesi significativamente. In particolare, il QE ha fatto confluire i capitali degli investitori sul mercato obbligazionario e da qui verso altre asset class, come si evince dal forte apprezzamento dei listini azionari europei.

Il programma, in sostanza, ha innescato una circolazione di capitali, che sono fluiti anche verso asset class diverse da quelle direttamente interessate dal programma, con ricadute positive per l’attività economica. A mio avviso, dunque, gli effetti sono stati positivi, evidenti da subito e vasti. Il QE, inoltre, ha significativamente indebolito l’Euro e il deprezzamento della Moneta Unica sta ovviamente favorendo gli esportatori europei. Un altro tema correlato al QE è quello della disponibilità di asset oggetto degli acquisti della BCE.

Attualmente, non ci sono grandi volumi da acquistare ed è per questo che la Banca Centrale è costretta a scendere lungo la curva dei rendimenti. Guardando alle conseguenze del QE, osserviamo che è aumentata la domanda di obbligazioni societarie di alta qualità e che molti investitori puntano sull’high yield. Tutto ciò è positivo per le aziende, che possono emettere obbligazioni a spread inferiori e beneficiare di costi di finanziamento più bassi, accedendo più agevolmente a finanziamenti a lungo termine. Ciò supporta dunque l’attività economica. In Europa, inoltre, stiamo assistendo ad alcuni sviluppi economici sorprendentemente positivi e speriamo di poter assistere in futuro a un’accelerazione nella creazione di posti di lavoro, anche nei Paesi dell’Europa periferica.

Infine, circa i timori inerenti la possibilità che l’acquisto di asset abbia fine prima dei tempi previsti, non credo che ciò sia possibile. Se la BCE dovesse venire meno all’impegno che ha pubblicamente assunto, ne andrebbe della sua credibilità. Gli investitori si stanno già muovendo sui mercati sulla base di questa consapevolezza, spingendo i prezzi delle obbligazioni a livelli molto elevati e facendo crollare i rendimenti, proprio perché sanno che la BCE continuerà a comprare. Non ci attendiamo dunque mosse avventate da parte della BCE e ci attendiamo che il programma di acquisti continui nei modi e tempi già annunciati”.