Neutrali sul Canada

A cura di Stefania Basso

Il calo dei prezzi dell’energia impatta sulla crescita ma la valuta debole e l’accelerazione della crescita USA supportano le esportazioni. City of London

Il calo dei prezzi dell’energia nella seconda metà del 2014 potrebbe ridurre la crescita economica del Canada al 2,0% quest’anno dal 2,5% del 2014. Il pil nel quarto trimestre è aumentato del 2,4% annuo trimestre su trimestre, dal 3,2% del terzo trimestre. La ripartizione ha mostrato la pressione del calo dei prezzi delle materie prime. Le esportazioni nette hanno ridotto la crescita dell’1,1% visto che le esportazioni di materie prime sono scese in modo sostenuto. I consumi delle famiglie hanno tenuto bene sino a questo momento ma la fiducia dei consumatori ha mostrato un trend al ribasso dalla scorsa estate.

La banca centrale canadese ha tagliato i tassi di 25 punti base in risposta al rallentamento portandoli allo 0,75% a gennaio. Si tratta del primo intervento dal 2010. L’allentamento ha protetto contro i rischi di ribasso dato che è aumentato il rischio di stabilità finanziaria e la possibilità per la banca centrale di rimanere sotto il target dell’inflazione del 2%. In seguito i rischi sono diminuiti e i tassi sono rimasti invariati durante l’incontro di marzo.

L’outlook degli investimenti è debole, con una contrazione annua dello 0,4% trimestre su trimestre nel quarto trimestre, guidata dai beni strumentali e dall’investimento non residenziale. La tendenza al ribasso potrebbe persistere quest’anno. Gli investimenti nel settore energetico potrebbero scendere di un terzo in risposta alla contrazione dei prezzi. La lieve ripresa dei prezzi del petrolio, da un minimo di 47 dollari a circa 60 dollari a barile non impatterà in modo significativo sull’andamento dato che lo scorso giugno il prezzo del petrolio era di 115 dollari a barile.

Le esportazioni di petrolio e di energia rappresentano un quinto delle esportazioni e impatteranno negativamente sui conti esteri quest’anno. Ma la tendenza potrebbe essere per certi versi mitigata da alcuni elementi favorevoli: 1) il dollaro canadese si è deprezzato del 13% su una base ponderata per l’interscambio da giugno. 2) Gli Stati Uniti, principale meta delle esportazioni canadesi, potrebbero realizzare una crescita accelerata e 3) l’aumento programmato delle esportazioni di petrolio annunciato dal Consiglio nazionale per l’energia (National Energy Board). Il previsto aumento del disavanzo di contro corrente quest’anno potrebbe pesare sul dollaro canadese, ma questo dovrebbe stimolare la crescita del pil tramite il canale delle esportazioni.

Strategia di mercato: negli ultimi tre mesi il mercato canadese ha sottoperformato l’indice MSCI ACWI del 6,4%. Le valutazioni tuttavia sono ragionevoli e i profitti societari canadesi sono aumentati del 2,2% trimestre su trimestre nel quarto trimestre malgrado il calo dei profitti del petrolio. Viene mantenuta una posizione neutrale sul paese.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.