Neutrali sul Canada

a cura di Stefania Basso

Accelerazione crescita negli USA potrebbe supportare le esportazioni e mitigare in parte la contrazione settore energetico. City of London IM

L’abbassamento dei prezzi del petrolio ha limitato la crescita del Canada nel primo trimestre. Il pil è sceso dello 0,6% annuo trimestre su trimestre, il dato peggiore dal secondo trimestre 2009, dato che l’investimento in strutture non residenziali è sceso del 19,7% e l’investimento in attrezzature e macchinari è calato del 7,4%. Malgrado il rallentamento dell’economia americana nel primo trimestre, le esportazioni nette hanno contribuito per 0,2 punti percentuali alla crescita, dato che le esportazioni (-1,1%) sono scese meno delle importazioni (-1,5%).

Il prezzo del petrolio è al di sotto dei livelli dell’anno precedente. Questo significa che alcuni progetti legati al settore petrolifero saranno definitivamente cancellati, limitando la crescita degli investimenti. Inoltre l’energia e i settori ad essa collegati rappresentano il 30% dell’economia. Di conseguenza si stima una crescita inferiore al trend con una previsione di crescita dell’1,9% quest’anno, per la prima volta sotto il 2% dal 2012.

Anche se il disavanzo di conto corrente potrebbe ampliarsi per la prima volta in due anni (al 2,9% del pil nel 2015 dal 2,1% dello scorso anno) i dati recenti hanno superato le attese, rispecchiando gli sviluppi sia nel commercio sia nei conti dei redditi. Di conseguenza, e con il prezzo del petrolio in ripresa nella prima metà dell’anno, il disavanzo potrebbe aumentare meno delle previsioni, compensando in parte la debolezza della valuta degli ultimi 12-18 mesi.

L’inflazione nominale si è più che dimezzata negli ultimi sei mesi (0,8% anno su anno in aprile dal 2,4% dell’anno precedente). Ciò contrasta con l’inflazione “core”, in salita al 2,3% anno su anno in aprile, dall’1,4% dell’anno precedente. Le pressioni inflazionistiche sembrano alimentate dall’indebolimento del dollaro canadese, che si è deprezzato del 10% su base ponderata per l’interscambio negli ultimi 12 mesi.

Il contesto lascia presagire che la Bank of Canada manterrà una posizione neutrale nel corso dei prossimi mesi. I discorsi della Banca centrale continuano ad indicare l’improbabilità di un ulteriore taglio dei tassi dal livello attuale dello 0,75%. Il Canada sarà il primo paese a beneficiare della crescita accelerata negli USA. Tuttavia questo scenario potrebbe anche indebolire il dollaro canadese, limitando i rendimenti in dollari americani. Per questo viene mantenuta una posizione neutrale sul paese.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.