Neutrali sulla Romania

A cura di Stefania Basso

I fondamentali economici sono solidi ma i fermenti politici rappresentano una fonte di preoccupazione per la crescita del paese nel lungo termine. Commento trimestrale di City of London

L’economia della Romania si trova in una posizione solida dato che le condizioni domestiche e all’estero sono entrambe favorevoli. Il pil è cresciuto del 2,9% anno su anno nel 2014, trascinato dalla spesa per i consumi, in rialzo del 4,8% nel periodo. Il progresso, dall’inizio della crisi finanziaria, è stato solido e il pil ha segnato -0,5% rispetto al livello pre-crisi ma potrebbe aumentare dato che viene stimata una crescita del 3,0% nel 2015.

A livello estero l’Europa è il principale partner commerciale della Romania, con Germania, Italia e Francia verso cui sono dirette più di un terzo delle esportazioni. Grazie al miglioramento dell’outlook economico in questi paesi i conti esteri della Romania rimarranno positivi. Il disavanzo commerciale potrebbe restringersi da 7,3 miliardi di USD dello scorso anno a 6,6 miliardi di USD quest’anno, mentre il disavanzo di conto corrente potrebbe rimanere intorno all’1,0% del pil. I debiti denominati in franchi svizzeri ammontano solo all’1,4% del pil, contro il 7,7% della Polonia ad esempio.

Il calo dell’inflazione è aumentato a causa del crollo dei prezzi del petrolio. La Banca centrale rumena (NBR) prevede che l’inflazione rimarrà sotto il limite inferiore della fascia obiettivo, pari a 2,5% +/- 1%, sino al terzo trimestre 2015. La NBR ha tagliato i tassi di 50 punti base da inizio anno portandoli al 2,0%. In agenda è prevista anche una politica fiscale accomodante.

L’outlook nel lungo termine è offuscato dalle ripercussioni politiche, con il partito di opposizione democratico liberale (PNL) e il Presidente Klaus Iohannis che hanno presentato una mozione di sfiducia contro il partito al potere social democratico (PSD), che potrebbe chiedere le elezioni anticipate. Il ministro delle finanze rumero, Darius Valcov, inoltre è stato arrestato a marzo per corruzione e affari illeciti, un fattore certamente positivo dato che il paese è impegnato nella lotta contro la corruzione ma nel breve termine potrebbe limitare l’investimento pubblico per i controlli serrati.

Strategia del mercato: malgrado la recente sottoperformance e il crescente fermento politico, rimangono positivi i fondamentali economici della Romania e l’adozione di una politica monetaria accomodante. Per questo motivo City of London mantiene una posizione neutrale sul paese.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.