Neutrali sulla Svizzera

A cura di Stefania Basso

Positiva la bocciatura del referendum ma il calo della fiducia dei consumatori e l’indebolimento dell’euro rappresentano una minaccia per la crescita. Il commento di City of London

La Svizzera ha indetto un referendum su tre temi lo scorso novembre: 1) ridurre l’immigrazione allo 0,2% della popolazione elevetica all’anno. 2) Aumentare le riserve in oro della banca centrale svizzera e 3) abolire i forfait fiscali concessi agli stranieri che vivono in Svizzera. Tutti i tre i temi sono stati bocciati, con il 74%, 77% e 59% dei voti rispettivamente. L’immigrazione ha supportato la crescita in Svizzera. La bocciatura della proposta contempla una crescita economica costante.

La crescita dell’economia nel terzo trimestre ha superato le attese, segnando + 1,9% anno su anno contro l’1,4% atteso, mentre la crescita del secondo trimestre è stata corretta al rialzo all’1,6%. La crescita dello 0,6% trimestre su trimestre è stata supportata dal rimbalzo delle esportazioni, che hanno registrato+2,8% trimestre su trimestre e dei consumi delle famiglie, in salita dello 0,6%. Le famiglie hanno tratto beneficio dall’aumento stimato dei salari nominali pari a +0,8% quest’anno e l’inflazione si è aggirata intorno allo 0%. Ma l’outlook dei consumatori è peggiorato nel quarto trimestre, con l’indice di fiducia dei consumatori SECO che è sceso a -11 punti, il livello più basso dal 2012 e l’outlook economico a 12 mesi a -14 punti rispetto a +5 punti di luglio. Questo potrebbe pesare sulla crescita nei prossimi mesi.

Con il programma aggressivo della BCE di espansione del bilancio il cambio euro-franco è sceso a ridosso della soglia dei 1,20, livello che non si vedeva da due anni. Con l’euro che continua a fare i conti con la pressione al ribasso, l’obiettivo della Banca nazionale svizzera (SNB) di mantenimento del cambio euro-franco fisso a 1,20 sarà messo a dura prova nei prossimi mesi. Il calo della fiducia dei consumatori e delle aspettative sull’inflazione indica che la Banca centrale potrebbe scegliere di allentare ulteriormente la politica monetaria, aumentando la soglia o portando i tassi in territorio negativo.

Il settore delle esportazioni ha tratto beneficio dalla stabilità della valuta. Il franco ponderato su base commerciale ha scambiato in un range del 2,5% da inizio anno. Le esportazioni nette potrebbero contribuire in modo minimo (+0,1%) alla crescita nel 2015. L’Istituto Economico Svizzero prevede una crescita del pil dell’1,7% anno su anno (medesima proiezione per il 2014).

L’MSCI svizzero ha sovraperformato l’MSCI ACWI nei tre mesi a novembre ma ha sottoperformato su periodi più lunghi (6-12 mesi). City of London mantiene una posizione neutrale sul paese a causa dei seguenti venti contrari: calo di fiducia dei consumatori e di mantenimento del cambio fisso euro-franco.