NN IP: “Valore nell’esposizione creditizia subordinata a scadenza più breve”

Roel Jansen, co-head of Euro Investment Grade Credit e fund manager dell’NN (L) Absolute Return Bond fund di NN IP, risponde alle domande di Fondi&Sicav sui corporate bond investment grade denominati in euro 

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Quali sono le ragioni che hanno permesso agli investment grade corporate bond in euro di comportarsi meglio dei government bond dell’eurozona negli ultimi mesi? Perché il rischio politico ha avuto conseguenze di poco conto sulle quotazioni dei bond societari?

Pensiamo che la differenza di performance fra i bond societari Investment Grade (IG) europei rispetto ai bond governativi nei primi tre mesi del 2017 possa essere spiegata dalla differenza nel comportamento degli investitori. Per esempio, a febbraio e a marzo gli investitori giapponesi hanno venduto circa 20 miliardi di euro di bond governativi francesi, secondo i dati del ministero delle finanze giapponese. Allo stesso tempo, nel primo trimestre i flussi provenienti dagli investitori istituzionali e retail giapponesi verso i fondi obbligazionari europei sono stati leggermente positivi. I bond governativi francesi erano stati utilizzati dagli investitori stranieri come un’alternativa liquida, di buona qualità e con maggior rendimento ai bond governativi tedeschi ed erano detenuti in portafogli con poca tolleranza verso il rischio. Con l’aumentare del rischio in vista delle elezioni francesi, la spinta alla vendita si è indirizzata verso questi bond (e verso le altre obbligazioni governative europee con rating più bassi) piuttosto che verso i bond societari Investment Grade europei. Inoltre, anche l’alto livello di preoccupazione riguardo il rischio ridenominazione per i titoli di Stato rispetto ai bond corporate potrebbe aver giocato un ruolo, tuttavia, pensiamo che le differenze nella base degli investitori e nei comportamenti siano probabilmente i fattori che hanno influito maggiormente.

Nell’attuale contesto di mercato, quali investment grade corporate bond sono da preferire in termini di duration, settori di appartenenza delle società emittenti o altri fattori che ritenete prioritari nella selezione dei singoli titoli?

Ci aspettiamo che la politica monetaria diventi il tema chiave per i mercati obbligazionari nei prossimi sei mesi. La Fed ha detto che probabilmente comincerà a ridurre le dimensioni dei suoi bilanci quest’anno e pensiamo che la Bce annuncerà la riduzione dell’acquisto di bond nella seconda metà del 2017 per poi cominciare il tapering dal gennaio del 2018 in poi. In questo contesto di mercato, con i fondamentali del credito in stabile miglioramento ma la minaccia di una politica monetaria più restrittiva, vediamo la maggior parte del valore nell’esposizione creditizia subordinata a scadenza più breve. I bond societari ibridi e i finanziari subordinati con date di call di breve o medio termine probabilmente beneficeranno della buona capacità da parte dell’emittente di rifinanziare i bond e di redimerli.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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