Non Farm Payrolls a Borse chiuse

E come tutti i primi venerdì del mese ci ritroviamo ad attendere il market mover per eccellenza dei mercati finanziari: i dati sul mercato del lavoro negli Stati Uniti. Fxcm

Questa volta la pubblicazione porta con sé perfino elementi del tutto specifici in quanto giunge in pieno clima di festività pasquale e soprattutto con i listini azionari che non saranno negoziati, con le implicazioni operative che a breve approfondiremo. Naturalmente l’osservato speciale resta ancora il dollaro americano rispetto al quale abbiamo da qualche settimana condotto ragionamenti che, per autocitarci, recitano che “l’ipotesi di un arresto del percorso bullish del dollaro americano, per quanto verosimile e ampiamente caldeggiata soprattutto dopo mercoledì sera (meeting FOMC del 18 Marzo), appare ad ora troppo prematura a nostro avviso. La Fed ha implicitamente posto un limite infatti al rafforzamento dello stesso ed è indubbio che la tolleranza dell’istituto centrale ad una divisa così forte abbia un limite [?] ad ora non ci sentiamo di ritenere il ciclo di rialzo del biglietto verde come terminato, laddove la possibilità di vedere nuovi massimi ancora sussiste ma con l’idea di essere ben più guardinghi rispetto a quella che potrebbe essere una fase di last spike al rialzo (in scenario macro questo può voler dire anche della durata di alcune settimane) prima di osservare la creazione di percorsi di distribuzione propedeutici a vendite.”

Quanto dunque incideranno i dati odierni in tale ottica? La risposta in parte è contenuta in un estratto del nostro Morning Adviser di qualche giorno fa nel quale si argomentava che “?le release sul mercato del lavoro di questa settimana saranno cruciali per attestare una volta di più come il gap sia accentuato a favore dunque di potenziali nuovi rafforzamenti del dollaro. Ricordiamo infatti che, a maggior ragione dopo le parole del Governatore Yellen, ci troviamo in un mercato di tipo data-driven se ci riferiamo al greenback nel momento in cui d’ora in poi a maggior ragione verranno scontate nei prezzi le aspettative sulle tempistiche eventuali per il tanto agognato rialzo dei tassi di interesse. All’attuale stato dell’arte infatti noi ci troviamo tra coloro i quali ancora ritengono l’autunno il primo tempo utile affinchè l’istituto centrale americano possa procedere in tal senso, ma va precisato che dati eccezionalmente confortanti con particolare focus con le pubblicazioni di Non Farm Payrolls e Tasso di Disoccupazione per i mesi di aprile e maggio, potrebbero far sì che tali tempistiche si assottiglino a favore di restrizioni premature alla politica monetaria USA.”

La previsione per la release odierna è di 245 nuovi posti di lavoro creati, rispetto al dato di 285mila del mese scorso ed ad un tasso di disoccupazione atteso del +5,5% in linea dunque con il dato precedente. Tutto lascerebbe pensare che, ancora una volta dati superiori alle aspettative possano condurre ad ampi acquisti di dollari. E di primo acchito e quello che potrebbe avvenire sui mercati”; ciò tuttavia creerebbe, come riportato pocanzi, potenzialità di aspettative velocizzate rispetto ad azioni concrete della Fed in materia di tassi che, come dimostrato il 18 marzo, hanno però invece causato vendite di biglietto verde; non dimentichiamo infatti che i prezzi scontano le aspettative, quelle che hanno foraggiato i rialzi di greenback degli ultimi 9 mesi e laddove queste dovessero tradursi in percezione concreta che l’istituto centrale possa dunque anticipare ai prossimi 2 meeting la decisione di stringere la politica monetaria restrittiva, allora il dollaro americano potrebbe poi essere invece venduto. Inoltre, e non è un particolare da poco, i mercati saranno oggi più sottili e meno liquidi, e dunque i movimenti decisamene potenzialmente più impattanti. Ciò è tanto più vero in Europa, con Borse chiuse ed assenza oggettiva dunque di flussi reali di valuta. Per ciò che invece riguarda l’azionario le implicazioni sono perfino più complesse in quanto queste rimarranno chiuse durante la giornata di oggi (per questo si consulti il prospetto), così come anche lunedì per quello che riguarda i listini europei.

Da un punto di vista tecnico riteniamo possibile che i dati macro positivi potranno creare aspettative nel senso appena sopra descritto con effetti immediate sul comparto azionario USA che potrebbe essere il primo a scontarlo. Con dati positivi infatti, come già descritto, le Borse potrebbero procedere ad ampi storni nel momento in cui potrebbero avvertire il fiato sul collo del rialzo prematuro dei tassi di interesse che ne deprimerebbe i corsi. Così come, in caso contrario, potrebbero essere invece attraversate da acquisti in grado anche di riportarle sui massimo storici (indici americani in primis), scenario che ancora ha tutte le ragioni di potersi delineare. Da un punto di vista operativo, raccomandiamo in tal senso massima attenzione in quanto ampi potrebbero essere i gap alla riapertura delle contrattazioni con dunque implicazioni anche rilevanti sulle posizioni portate eventualmente in overnight.