Non siamo in recessione, la ripresa europea continuerà

Energia, banche e telecomunicazione sono i settori preferiti da Jeffrey Taylor, responsabile del team azionario Europa di Invesco

“”Non ci troviamo di fronte a una recessione globale e la regolare ripresa in Europa guidata dalla domanda interna proseguirà. Tuttavia, è auspicabile che la Bce trovi nuovi strumenti per salvaguardare la stabilità finanziaria e sostenere l’economia in quanto tassi d’interesse sempre più negativi non sono la risposta giusta”” E’ quanto sostiene Jeffrey Taylor, Responsabile del team azionario Europa di Invesco.

“”La volatilità degli ultimi mesi nei mercati finanziari ha comportato una certa debolezza dei titoli azionari. E’ uno scenario sorprendente a nostro parere, poiché la realtà non è così negativa: la Fed, nonostante il cambiamento di politica monetaria, è consapevole degli effetti a catena delle proprie azioni, mentre i trend legati al mercato del lavoro statunitense e agli ordini industriali sembrano positivi e l’indebolimento dei prezzi del petrolio è temporaneo. Non ultimo, non si rileva alcun problema sistemico di solvibilità o liquidità nel settore bancario europeo, che di fatto è stabile””, spiega Taylor.

“”Nei prossimi mesi dobbiamo aspettarci probabilmente maggiore volatilità, in quanto i mercati sono ancora alla ricerca del prossimo trend, ma ritengo che i livelli di avversione al rischio attualmente estremamente elevati si placheranno, consentendo ai titoli azionari, soprattutto europei, di risollevarsi””, spiega Taylor.

Volatilità e incertezza possono comportare anche opportunità estremamente attraenti per il settore azionario. “”In questo momento, trovo interessante il settore petrolifero e il bancario, le telecomunicazioni e l’Europa periferica, ossia scenari che offrono una buona combinazione di valutazioni basse e un potenziale ripresa degli utili.

Il comparto delle telecomunicazioni rappresenta, invece, l’eccezione difensiva tra i miei titoli preferiti: il settore si sta spostando dal valore alla crescita ma tale tendenza non si riflette ancora adeguatamente nel mercato azionario. In tal senso, gli investitori europei hanno generalmente perseguito una crescita della qualità difensiva per molto tempo, prendendo d’assalto nei portafogli attivi settori come i beni di consumo.

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