Nordea: “Manteniamo l’esposizione al settore tecnologia e beni di consumo”

Jorry Rask Nøddekaer, portfolio manager di Nordea 1 – Chinese Equity Fund, interviene all’inchiesta di Fondi&Sicav sull’azionario Cina

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A più di un anno dalla svalutazione della divisa locale che fece tremare le Borse di ogni parte del pianeta, qual è la situazione economico-finanziaria della Cina e come si è comportato il mercato azionario cinese dall’arrivo di Trump alla presidenza Usa?

Negli ultimi anni, la politica monetaria cinese è stata una degli argomenti caldi del panorama economico globale. Dopo aver ancorato per anni la valuta nazionale al dollaro statunitense, nel 2015 la Banca centrale cinese (PBoC) ha varato una politica monetaria che ha visto il renminbi misurato contro un gruppo di altre valute. La presa è stata ulteriormente allentata nel 2016, permettendo alla moneta nazionale di oscillare più liberamente e ponendo fine all’ancoraggio. Nel nervosismo globale causato dalle novità introdotte, la moneta cinese si è svalutata, lasciando spazio al timore che questo trend potesse continuare a lungo causando un aggiustamento violento delle valutazioni.
A distanza di un anno dal rilascio dell’ancoraggio, lo scenario che i mercati temevano non si è ancora materializzato e le fluttuazioni della valuta cinese sono state relativamente contenute. I mercati azionari di tutto il mondo hanno messo a segno delle solide performance. L’economia cinese in particolare ha registrato una sana crescita degli utili e un aumento dell’inflazione. A novembre dello scorso anno il Ppi cinese è tornato in territorio positivo dopo un lungo periodo sotto lo zero, contribuendo all’ondata di reflazione che si è propagata a livello globale. Questo è stato a nostro avviso un evento fondamentale che è forse passato in sordina nel clamore dell’elezione del presidente americano Donald Trump.
È inoltre degno di nota il fatto che il presidente cinese Xi Jinping si sia guadagnato la fama di leader credibile, capace di portare stabilità alla nazione. Questo potrebbe essere importante in un contesto di incertezza causato dall’amministrazione Trump. L’atteggiamento del presidente americano è stato forse un po’ aggressivo e i mercati temono il suo temperamento combinato all’inesperienza politica. In questo momento i mercati globali hanno bisogno di stabilità, non di ulteriori preoccupazioni.

Com’è posizionato il vostro portafoglio e quali sono le ragioni a supporto delle vostre scelte di asset allocation?

Rimaniamo molto positivi sulle prospettive del mercato azionario cinese a fronte della buona crescita degli utili registrata ultimamente. Riteniamo che ci siano delle aziende di qualità con ottime prospettive a lungo termine associate a livelli di valutazioni interessanti, fermo restando l’importanza di selezionare criticamente gli investimenti in Cina. Manteniamo dunque la nostra esposizione selettiva a un numero di aziende operanti nel settore della tecnologia, dei beni di consumo e della sanità.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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