Nuovi dati attesi per Cina, USA ed Eurozona

In programma le riunioni delle banche centralidi Nuova Zelanda, Corea del Sud, Cile eThailandia. Credit Suisse

I dati della Cina in primo piano

Dopo una settimana un po’ più tranquilla in termini di dati cinesi, questa settimana è prevista la pubblicazione dei dati relativi acommercio estero, inflazione, produzione industriale, vendite al dettaglioe investimenti nel reddito fisso per il mese di maggio. L’inflazionein Cina si è mantenuta al di sotto del 2% su base annua dasettembre 2014 e ci si aspetta che i dati di maggio mostrino unpiccolo calo all’1,3% su base annua dall’1,5% anno su anno diaprile. I prezzi alla produzione, già in calo su base annuale da marzo2012, dovrebbero aver registrato una flessione del 4,5% annosu anno dopo un -4,6% YoY ad aprile. Di recente abbiamo ridottole nostre previsioni sull’inflazione 2015 in Cina all’1,5% su baseannua.
I dati commerciali avevano mostrato cali considerevoli sia delleesportazioni (-6,4% YoY) che delle importazioni (-16,2% YoY) adaprile. Ora si prevedono nuovi cali sia delle esportazioni che delleimportazioni a maggio.
Gli indici dei direttori agli acquisti (PMI) della Cina hanno mostratosegnali di stabilizzazione a maggio e ci aspettiamo che ciò sirifletta anche nei dati importanti dell’attività di maggio come quellidi vendite al dettaglio, produzione industriale e investimenti (tuttiprevisti per giovedì 11 giugno), per i quali i tassi di crescita annualidovrebbero essere relativamente stabili attorno ai livelli registratiad aprile.

Un primo sguardo alle indagini di giugno sul sentiment negliUSA

La prossima settimana verranno resi noti il dato preliminare sulsentiment dei consumatori dell’Università del Michigan e l’indicemanifatturiero dello stato di New York, l’Empire State index di giugno.Il sentiment dei consumatori ha evidenziato una flessione amaggio che reputiamo probabilmente legata all’aumento dei prezzidella benzina negli USA a partire dalla metà di aprile di quest’anno.Le previsioni sono di un leggero miglioramento del sentimentdei consumatori a giugno, sulla base di un mercato del lavoro e dialtre condizioni economiche che si stimano ancora ottime. Ciaspettiamo inoltre un altro miglioramento dell’indice Empire State,addentratosi ulteriormente in territorio di espansione a giugno.Anche i dati sulle vendite al dettaglio di maggio verranno pubblicatiquesta settimana. Le vendite al dettaglio sono risultatesorprendentemente prive di brio finora quest’anno, malgrado il fortecalo dei prezzi del petrolio. Tuttavia i dati di maggio dovrebberoregistrare un altro guadagno su base mensile, in ragione di venditeessenzialmente invariate ad aprile. I dati sulla vendita di automobiliper il mese di maggio mostrano un rimbalzo impressionante, destinatoa tradursi parimenti in un incremento delle vendite al dettaglio.

La produzione industriale nell’Eurozona fornisce un’anticipazionesul T2Dopo i dati incoraggianti divulgati sul PIL del T1 per l’Eurozona nelcomplesso, le aspettative sono ampiamente improntate a un proseguimentoo addirittura a una lieve accelerazione della dinamica economicanell’Eurozona. I dati di aprile sulla produzione industriale alivello paese e nell’Eurozona in generale daranno dunque un’ideadi come sia cominciato il T2 e di come potrebbe evolversi. A livellopaese ci aspettiamo che la PI tedesca riveli un rimbalzo per aprilecon una crescita leggermente migliore nel T2 rispetto allo 0,2%su base trimestrale registrato nel T1. Il caso della Francia è piuttostoall’opposto, con una crescita della PI che ha toccato l’1,5% subase trimestrale nel T1 ma che pare destinata a indebolirsi pur restandopositiva nel T2. Lo stesso dicasi per Spagna e Italia, sebbenele indagini PMI suggeriscano una dinamica destinata a mantenersisolida. Nel complesso ci aspettiamo che la PI dell’Eurozonasia aumentata leggermente ad aprile e che mostri un tasso di crescitaun po’ inferiore ma ancora positivo nel T2 (rispetto allo 0,9%su base trimestrale nel T1).

Banche centrali: nessun intervento importante in vista

Nessuna delle banche centrali che si riuniranno questa settimana(in Nuova Zelanda, Corea del Sud, Cile e Thailandia) dovrebbemodificare il tasso di riferimento. Tuttavia, alla luce di dati economicipiù deboli, intravediamo un certo rischio che la Banca dellaCorea possa abbassare nuovamente il suo tasso di riferimento.