Obbligazioni: atteggiamento prudente e di sottopeso

Francesco Castelli, responsabile Fixed Income Banor Capital Limited, risponde alle domande di Fondi&Sicav sui fondi obbligazionari globali

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"Da evitare le obbligazioni governative, specialmente con scadenza lunga", commenta Castelli, Banor Capital
“Da evitare le obbligazioni governative, specialmente con scadenza lunga”, commenta Castelli, Banor Capital

I rendimenti di molti segmenti obbligazionari si sono mossi al rialzo negli ultimi mesi. Credete che gli attuali livelli rappresentino un’opportunità d’ingresso o che sia ancora troppo presto per incrementare alcune posizioni?

Il movimento rialzista dei tassi di interesse si è concentrato soprattutto sulla curva dei tassi americani, mentre in Europa e in Giappone si sono avuti effetti molto più contenuti. Nella periferia europea abbiamo visto addirittura una diminuzione dei rendimenti, guidata dalla compressione degli spread (anche se la recente volatilità politica in Italia ha reso tale situazione meno rosea del previsto). Guardando agli spread, ovvero al premio al rischio dei mercati corporate e high yield, pur notando un moderato rialzo dei valori, siamo rimasti non lontano dai livelli di inizio anno. Ci manteniamo, quindi, su valori molto contenuti in prospettiva storica. Nel complesso, la nostra posizione sui mercati obbligazionari rimane molto prudente: il ciclo rialzista obbligazionario, di durata pluridecennale, è giunto alla sua conclusione e ci si deve attendere un periodo prolungato di normalizzazione, nella quale i tassi governativi tenderanno a salire e i prezzi a scendere. La politica monetaria si sta già normalizzando negli Usa, mentre in Europa e in Giappone dobbiamo ancora vedere una risalita dei tassi ufficiali. Qualora Bce e Banca del Giappone dovessero finalmente cambiare la loro impostazione, allora vedremo un’ulteriore ondata di vendite obbligazionarie, questa volta più concentrata su euro e yen.

In quali tipologie di obbligazioni ritenete ci possa essere del valore e quali sono ancora da evitare perché caratterizzate da un rapporto rischio/rendimento poco conveniente?

In generale, raccomandiamo di mantenere un atteggiamento prudente e di sottopeso su tutte le obbligazioni. I nostri portafogli sono in questo momento posizionati su una duration molto contenuta e con una moderata esposizione al credito, specialmente con emissioni a scadenza relativamente ravvicinata. Quest’approccio punta a ridurre la sensibilità del portafoglio al rialzo dei tassi, mantenendo contemporaneamente un minimo di extra-rendimento. In termini relativi, ci sembra che l’obbligazionario Usa offra le opportunità più interessanti: con i tassi decennali sopra il 3%, non è difficile trovare obbligazioni societarie in area 4/5%, a seconda della scadenza e dell’emittente. Tenendo sotto controllo la qualità degli emittenti, si tratta di opportunità di tutto rispetto e di una buona alternativa all’azionario. Assolutamente da evitare le obbligazioni governative, specialmente con scadenza lunga: saranno le più esposte al risveglio delle banche centrali.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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