Obbligazioni corporate: il contesto rimarrà favorevole nei prossimi trimestri

Paola Bianco, investment strategist di Euromobiliare Asset Management Sgr (Gruppo Credem), risponde alle domande di Fondi&Sicav sul mercato obbligazionario globale

 

 

“Crediamo in un inizio di ripresa ciclica su scala globale”. Paola Bianco, Euromobiliare Am

L’inversione di rotta della Fed ha dato nuova linfa alle obbligazioni. Dopo il forte recupero delle quotazioni registrato negli ultimi mesi credete che il comparto abbia ancora margini di crescita?

Dopo un primo trimestre 2019 in cui l’attenzione degli investitori si è focalizzata sugli interventi accomodanti delle banche centrali, prima fra tutte la Federal Reserve, da inizio aprile il focus si sta spostando sulla crescita. Segnali macro incoraggianti dalla Cina, tenuta dell’economia statunitense e dati che non sorprendono più negativamente nel vecchio continente sembrano dare concretezza all’ipotesi, che rappresenta anche il nostro scenario centrale, di un inizio di ripresa ciclica su scala globale. In quest’ottica la salita dei rendimenti core, soprattutto sulle scadenze più lunghe, che sta per ora caratterizzando il secondo trimestre, ha ancora spazio per dispiegarsi mano a mano che gli effetti delle politiche monetarie espansive si riflettono sull’andamento dell’economia reale. I principali indici obbligazionari governativi sarebbero dunque penalizzati così come, almeno in parte, il comparto corporate a elevato merito di credito.

Livelli di indebitamento spesso molto elevati, rating societari e governativi in bilico e rallentamento degli utili aziendali sono elementi chiave per la sostenibilità del debito. Quali di questi driver potrebbe influenzare l’andamento del mercato obbligazionario nei prossimi trimestri?

Indebitamento, rating e andamento degli utili sono tutti fattori da monitorare soprattutto nell’ambito del comparto corporate. Non si può negare che, in particolare negli Usa, i livelli di debito degli emittenti societari siano aumentati negli ultimi due anni, tuttavia la generazione di cassa è ancora tale da sostenerli e appaiono correttamente prezzati negli attuali livelli di spread. Allo stesso modo il così detto rating drift, il trend complessivo dei meriti di credito, ha cominciato a deteriorarsi (con i downgrade che superano gli upgrade) da metà 2018. Si tratta di un processo che di norma caratterizza una fase tardo ciclica ma solo in prossimità di una recessione si assiste a un rapido deterioramento di questi paramenti tale da determinare un aumento verticale degli spread di credito e dei tassi di fallimento. Infine il forte rallentamento nella crescita degli utili aziendali degli ultimi mesi potrebbe non essere lontano da un punto di minimo lasciando spazio a un nuovo ciclo positivo dei profitti nel nostro scenario centrale di ripresa congiunturale. In altri termini, al netto di episodi di volatilità, il contesto dovrebbe rimanere favorevole per il comparto corporate nei prossimi trimestri.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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