Obbligazioni governative emergenti in valuta forte da sovrappesare

Il contributo di Luca Sibani, responsabile Investimenti Discrezionali e Total Return di Epsilon Sgr, all’inchiesta di Fondi&Sicav dedicata ai government bond emergenti

Logo EPSILON

Luca Sibani
Luca Sibani, Epsilon Sgr

Dopo un 2018 negativo, condizionato dalla forza del dollaro Usa e dalle strette della Fed, i government bond emergenti hanno recuperato parte del terreno perso. Ritenete che si tratti di un rimbalzo di breve termine o che si possa guardare all’asset class con fiducia?

Le obbligazioni emergenti sono state tra le prime vittime del processo di normalizzazione della politica monetaria negli Stati Uniti che ha portato a un incremento dei tassi a breve termine e a un rafforzamento del dollaro americano. A pesare sull’andamento del 2018 anche l’eccessiva fiducia degli investitori nei confronti dell’asset class e le valutazioni che a inizio anno erano storicamente elevate.
Oggi ci troviamo in una situazione favorevole per le emissioni denominate in dollari alla luce dell’allargamento degli spread e in prossimità della fine del ciclo di rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve. Il rimbalzo del debito governativo emergente delle prime settimane del 2019 ha sorpreso per rapidità e intensità con la quale si è manifestato ma, in assenza di ulteriori manovre restrittive, è ragionevole attendersi che possa continuare anche nei prossimi mesi.
Meno evidente l’opportunità sul debito governativo in valuta locale il cui investimento comporta anche un rischio di cambio che potrebbe azzerare i proventi derivanti da cedole e apprezzamento del capitale.

Quali em government bond per Paese, duration e valuta state sovrappesando nel vostro portafoglio?

Il fondo Epsilon Fund Emerging Bond Total Return investe principalmente in obbligazioni governative denominate in valuta forte (dollaro o euro). La maggior parte delle obbligazioni in cui il portafoglio investe hanno una scadenza inferiore ai tre anni. I Paesi sui quali, al momento, è maggiormente esposto sono: Messico e Brasile nell’area latino americana, Russia in Europa e India e Indonesia nell’area asiatica.

Messico e Brasile si trovano all’inizio di una nuova fase politica. Le elezioni presidenziali del 2018 hanno sancito una rottura con il passato e potrebbero portare a un cambiamento delle politiche economiche di entrambi i Paesi. I fondamentali macroeconomici sono migliorati negli ultimi anni ma sono necessarie riforme per salvaguardare il deficit e il debito pubblico.

La Russia ha a suo favore un contenuto debito pubblico, un equilibrio fiscale e un surplus di partite correnti che rendono le obbligazioni sovrane, sia in dollari sia in rubli, gli strumenti da preferire. Tuttavia, il rischio di ulteriori sanzioni che possono avere come obiettivo anche attività finanziarie richiede l’inclusione in un portafoglio ben diversificato.

India e Indonesia, infine, rappresentano economie che mostrano opportunità di crescita economica elevata grazie alle potenzialità della domanda interna di beni di consumo e di servizi.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.