Obbligazioni in valuta locale dei mercati emergenti, buone prospettive di crescita

Commento di Paul McNamara, gestore del JB Local Emerging Bond Fund di Swiss & Global Asset Management

“”La domanda crescente di merci e i bassi prezzi delle materie prime aprono ottime opportunità alle obbligazioni in valuta locale””

·I paesi emergenti che esportano molti beni e servizi beneficiano della crescente domanda e del basso costo delle materie prime
·L’attuale cambio delle valute nei confronti del dollaro statunitense è vantaggioso come nel 2006
·Gli esportatori di materie prime nel 2015 potrebbero rimanere sotto pressione

Le obbligazioni dei paesi emergenti con un forte orientamento all’esportazione nel 2015 offrono straordinarie opportunità d’investimento. È questa l’opinione di Paul McNamara, gestore del JB Local Emerging Bond Fund di Swiss & Global Asset Management. “”Gli esportatori netti di beni e servizi come India, Turchia o Messico stanno beneficiando attualmente di due tendenze globali: da un lato la ripresa congiunturale nei paesi industrializzati fa crescere la domanda, dall’altro il basso prezzo delle materie prime consente un alleggerimento””, spiega l’esperto. Nel mercato delle obbligazioni in valuta locale, i titoli di questi Stati dovrebbero consentire di ottenere rendimenti nettamente migliori. Al contrario, le obbligazioni di quei paesi estremamente dipendenti dalle esportazioni di materie prime potrebbero rimanere sotto pressione, secondo McNamara. Per quanto concerne l’intera classe d’investimento, McNamara calcola un rendimento tra il 5 e il 10% per l’anno in corso.

 Le valute dei paesi emergenti ricevono valutazioni vantaggiose

Il pericolo più grande per le obbligazioni dei paesi emergenti rimane, secondo l’esperto, la potenza del dollaro statunitense. “”La forte rivalutazione del dollaro nello scorso anno era tuttavia riconducibile soprattutto alla relativa outperformance dell’economia statunitense. Mentre la forza del dollaro dovrebbe durare anche nel 2015, questo andamento è stato nel frattempo in gran parte digerito””, afferma il gestore del fondo. Anche le valute degli esportatori netti sono state interessate dal crollo delle monete dei paesi emergenti nel quarto trimestre 2014. Poiché, tuttavia, vi è ora una maggiore dipendenza dai fattori specifici di ogni paese, queste valute, tra le quali McNamara include lo Zloty polacco e il Leu rumeno, presenterebbero valutazioni vantaggiose come nel 2006. “”Riteniamo che questo basso livello di valutazioni, combinato alle ottime prospettive dei fondamentali, sarà il tema chiave nel 2015 per i mercati in valuta locale””, afferma l’esperto.

 Prospettive più cupe per gli esportatori di materie prime

Per i paesi esportatori di materie prime come Colombia, Perù, Sudafrica o Brasile, Paul McNamara si attende un altro anno difficile, perché molte di queste economie nazionali non si sono ancora completamente adeguate allo scenario globale caratterizzato dai bassi prezzi delle materie prime. “”Le conseguenze potrebbero essere tassi di crescita in ribasso o deficit in aumento delle bilance delle partite correnti, con effetti negativi sulle monete nazionali””, analizza McNamara. Se la domanda interna dovesse ridursi con una conseguente diminuzione delle importazioni, anche l’inflazione potrebbe avere una forte flessione. Durante l’anno potrebbe quindi arrivare il momento in cui anche le valute di questi paesi ricevono valutazioni interessanti. “”Gli investitori devono, tuttavia, rimanere attenti, perché i tassi d’inflazione troppo bassi potrebbero indurre le banche centrali ad affrontare la minaccia della deflazione con un’ulteriore svalutazione delle monete””, conclude McNamara.